La forza dei piccoli, PMI in Italia

Piccole, grandi… l’Italia non deve cercare, per le sue aziende, una nuova identità.

La forza dei piccoli

Micro, piccole e medie aziende in Italia

 

Tutto è già scritto, nelle performance e nei numeri delle piccole e grandi aziende italiane. È sufficiente osservare il mercato. Ricordando però che un buon manager sa quando è il momento di ritarare gli obiettivi

Più del 90% delle attività economiche del nostro Paese è costituita da piccole e medie imprese (Pmi). Per essere vincenti, anche in un contesto economico turbolento, occorre puntare su elementi quali l’eccellenza, il servizio e la qualità. La Ferrari è un buon esempio in quanto unica, riconoscibile e tecnologicamente innovativa. Ma non è la sola: in Italia vivono diverse aziende di questo genere, leader di mercati di nicchia che esportano anche fino al 70% del fatturato. La maggior parte degli imprenditori italiani, da sempre, ha reinvestito nel futuro della propria azienda, e questo è un dato alla portata di tutti e è un’informazione da non sottovalutare. Uno studio della Fondazione Edison ha “scovato” 1.022 nicchie di eccellenza, per un valore complessivo di esportazioni pari a 235 miliardi di dollari. I settori sono i più disparati, e vanno dalle macchine per l’agricoltura agli alimentari, dal caffè ai vini, dall’arredo alla moda, alla carta, ai prodotti metallurgici e per l’edilizia e così via. Attenzione, però: le aziende italiane, per emergere, necessitano di formazione organizzativa e di sostegni reali per il supporto e lo sviluppo del made in Italy. E devono avere ben chiaro che il contesto nel quale si muovono è, sempre, fortemente “liquido”. Ecco perché sostengo fermamente che, per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo delle proprie aziende, gli imprenditori e i manager devono essere disposti, se necessario, a cambiare rotta.

Testo liberamente tratto da “5 modi efficaci per crescere-Dalla customer care al customer service”, Donatella Rampado, FrancoAngeli, 2011

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