COME MI VESTO PER UN COLLOQUIO DI LAVORO?

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Vi siete mai trovati in quell’imbarazzante situazione in cui tutti, intorno a voi, sembrano avere capito come vestirsi e apparire perfetti per una certa occasione, mentre voi vi sentite un pesce fuor d’acqua?  Credetemi, vi capisco,  mi ci sono trovata ed è una circostanza più comune di quanto si pensi.

Se è vero che ognuno di noi può (e deve) sentirsi libero di indossare ciò che vuole, esprimendo la sua personalità e creatività, è altrettanto vero che ci sono alcune occasioni in cui è consigliabile seguire un dress code,  per essere “accettati” da un gruppo a cui si vuole appartenere, sia esso lavorativo o sociale, o per mostrare rispetto nei confronti di un certo evento e di chi vi partecipa. Alcuni potrebbero trovare sconveniente presentarsi a un funerale in shorts e infradito!

Uno degli appuntamenti che più scatena dubbi amletici su cosa indossare, cosa evitare e come abbinare abiti e accessori è il colloquio di lavoro, un’occasione che, già di per sé, fa perdere il sonno.  Preparazione, curriculum e il modo che abbiamo di esprimerci sono i pilastri su cui si basa il nostro successo,  ma non sottovalutate mai l’importanza della prima impressione e dell’immagine che date di voi, perché è proprio da questi elementi che chi vi incontra per la prima volta si crea una prima opinione, oltre al fatto che, come dicevo prima, ogni luogo ha regole non scritte, legate ad abbigliamento e aspetto, che è necessario rispettare.

In un contesto come quello del colloquio di lavoro il nostro obiettivo è dare di noi un’immagine elegante, professionale, seria e competente e, seguendo qualche consiglio,  è più semplice di quanto possa sembrare.

  • Evitate l’ ”eccessivo” (gioielli grandi, abiti dai colori sgargianti,  gonne troppo corte, camice scollate, acconciature “effervescenti”, smalti fluo). Optate per uno stile minimal. Meglio qualcosa in meno che qualcosa in più.
  • Se fa caldo o se tendete a sudare, magari a causa dell’ansia, preferite tessuti traspiranti, non sintetici, che potrebbero aggravare il problema. (Se invece avete il problema delle mani che sudano, portatevi in borsa un po’ di borotalco o di amido di mais, da spolverare sulle mani prima del vostro appuntamento)
  • Se si tratta di un luogo di lavoro formale, indossate colori scuri che danno un’idea (apprezzata in certi ambienti) di conservatorismo.
  • Evitate ciabatte, infradito o comunque scarpe aperte, troppo informali.
  • Le donne dovrebbero lasciare a casa vestiti poco comodi. La “spallina che cade” o la gonna che deve essere sempre controllata e “tirata giù” sono fonti di distrazione per voi, che invece dovete focalizzarvi su ciò che dite e per il vostro interlocutore.
  • Se il luogo del potenziale lavoro è informale e giovanile, sarà un abbigliamento troppo classico ad essere fuori luogo e sarà meglio che scegliate un abbinamento casual, seguendo comunque i consigli precedenti di sobrietà ed evitando i jeans e un’eccessiva stravaganza, almeno fino a quando non avrete inquadrato bene che tipo di dress code è accettato e richiesto.
  • Ricordate che dovete dare un’impressione di efficienza e buona salute. Sebbene non sia necessario apparire abbronzati, le donne potrebbero approfittare del trucco, optando per un fondo tinta lievemente più scuro della loro carnagione, che dia alla pelle un bel colorito. Portatevi sempre dietro la cipria per un ritocchino “anti-lucido” dell’ultimo minuto.
  • Il trucco deve essere leggero. Se evidenziate gli occhi, ad esempio,  sarebbe meglio non mettere un rossetto dai colori forti, viceversa se sottolineate la bocca, un mascara sulle ciglia potrebbe essere già sufficiente.  Da evitare assolutamente l’effetto “maschera”.

Ricordate che voi siete responsabili dell’immagine che date di voi,  non solo da un punto di vista del look.  Un atteggiamento cordiale, disponibile e allegro (sempre entro certi limiti, non mettetevi a fare battute a raffica per risultare più simpatici, potreste risultare fuori luogo) è sempre una carta vincente. Non dimenticate: positività e intraprendenza aprono molte porte

Svegliandomi questa mattina, sorrido. Ventiquattro ore nuove di zecca sono davanti a me.”

Thích Nhất Hạnh, monaco buddhista, attivista e poeta

 

 

 

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