COME CI SI PREPARA A UN COLLOQUIO DI LAVORO: I CONSIGLI DI RODGY

 

Affrontare un colloquio di lavoro non è semplice. Ecco i consigli dell'Head Hunter Rodgy Guerrera

Affrontare un colloquio di lavoro non è semplice. Ecco i consigli dell’Head Hunter Rodgy Guerrera

Affrontare un colloquio di lavoro non è semplice. Ecco i consigli dell’Head Hunter Rodgy Guerrera:

Rodgy, come presenteresti la società che porta il tuo nome?

Rodgy Guerrera and Partners è una Head Hunting Boutique specializzata nella ricerca e selezione di profili Middle, High e Top nei settori Moda Lusso e Retail. In questo articolo ci parlerà di se e fornirà suggerimenti strategici per prepararsi ad un colloquio di lavoro.
La mia storia professionale è strettamente legata al mondo della moda, sebbene ci sia capitata per caso quando vivevo a Parigi, nel 1996.Fui contattata da un Partner di una prestigiosa società di Executive Search, il quale cercava una ricercatrice che parlasse Italiano, Inglese, Francese e preferibilmente anche il Greco perché era una lingua che stava imparando.. ero io! Così ebbe inizio la mia avventura, che da allora è diventata una grande passione. La creatività, la ricerca, l’evolversi dei gusti e dei costumi, il contatto con i giovani (di ieri e di oggi)…insomma è stato amore a prima vista!  www.rgandpartners.com

Dopo anni come Consulente presso le più famose società di ricerca e selezione e dopo 3 anni molto importanti per la mia crescita come Responsabile dell’Ufficio Placement dell’Istituto Marangoni, circa due anni fa ho fondato la mia società. Oggi Rodgy Guerrera and Partners è un team di professionisti top level nella ricerca di profili specifici in ogni settore del Sistema Moda.

La Moda, quindi, come sistema…

Certo il mondo Moda è un sistema molto complesso e articolato: non esiste IL Candidato ma ad ogni settore merceologico, a ogni brand, a ogni interlocutore corrisponde un profilo specifico e naturalmente anche i requisiti richiesti cambiano. Non può esistere uniformità e “omologazione” in un settore così complesso. Ad esempio basti pensare a quante sono le categorie merceologiche: si va dal lusso all’upper contemporary, dal pret-a-porter al fast fashion al denim. E’ facile dire moda ma la moda, intesa anche come creazione e interazione, è personalizzazione e specificità.

A proposito di specificità e personalizzazioni, le Maison affidano agli Head Hunter anche la ricerca di profili come quello del Designer, quello che poi diventerà il loro designer?

Certo, anzi, la ricerca di questo profilo è proprio una delle nostre “eccellenze”. Questo è un caso eclatante di come i requisiti e le specializzazioni richieste siano assolutamente diversi, in base alla categoria merceologica di riferimento.

Al Designer di un brand di lusso si richiederà di disegnare molto bene, di saper utilizzare al meglio l’archivio storico del brand, di viaggiare nei Paesi più influenti in termini di creatività, come Londra, Parigi e Tokyo e di guardarsi intorno, sempre. Inoltre, deve avere una profonda conoscenza dei tessuti, deve avere manualità e sapere lavorare su un manichino; anzi, se può, deve sapere creare direttamente a manichino.

Un Designer specializzato in Denim, invece, deve amare sperimentare con i tessuti e cimentarsi nella creazione del suo lavaggio, quello che farà tendenza e renderà il suo Jeans un “must have”. Al contrario, chi si occupa di Fast Fashion deve conoscere molto bene i fornitori esteri perché compra, e/o produce, direttamente all’estero e deve quindi saper usare magistralmente i programmi di grafica per passare i disegni al suo fornitore in Cina o in India…

In linea generale cosa suggerisci al Designer, come si deve preparare a un colloquio con te?

  • Deve sempre portare con sé il suo portfolio, con i progetti e disegni specifici al brand in cui lavora ed ha lavorato durante il suo percorso professionale e avere con sé anche il suo book “personale”. I suoi gusti, il suo stile sono lui e lo descrivono come persona. Un designer deve saper interpretare lo stile della Maison con cui collabora, senza mai tralasciare il suo sentire.
  • A questo punto, considerata l’importanza fondamentale del portfolio per un Designer, questo deve essere sempre e costantemente aggiornato a prescindere dal fatto che “non ho tempo per…”. Anche un tovagliolo di carta può diventare una tela su cui sbizzarrirsi… e tradurre in segno la propria creatività è determinante anche in un colloquio!
  • Prima di un incontro conoscitivo, se organizzato all’estero, raccomando caldamente di non imbarcare mai il portfolio in stiva con i bagagli! Guai correre il rischio che vada (tutto) perduto!!

E a un Candidato?

All’appuntamento con il recruiter, il Candidato deve essere sempre in orario e avere con sé un CV cartaceo (nell’infausta eventualità che il toner della stampante si sia esauritoJ). Per quanto riguarda l’abbigliamento deve essere in ordine dalla testa ai piedi perché sono i dettagli che fanno la differenza … e ahimè non sfuggono al nostro occhio critico! Attenzione quindi ad avere sempre le borse e le cartelle pulite, le scarpe lucide, per non parlare delle mani ecc. ecc. Basta un niente per dare il tocco finale…

Creare un rapporto di fiducia tra recruiter e Candidato è fondamentale. L’Head Hunter deve immediatamente rassicurare il Candidato che tutto quanto viene detto durante l’incontro è nel pieno rispetto della privacy quindi il Candidato non deve mentire, non deve omettere informazioni.

Non c’è da vergognarsi se una persona ha perso il lavoro, bisogna dirlo ed è inutile mentire sulla retribuzione: i Clienti chiedono sempre più spesso la busta paga e questo non perché non si fidano (!! !!) ma perché raramente un Candidato parla di retribuzione lorda ma sempre di netta e include i bonus, i fringe benefits che non dovrebbero essere inclusi in una retribuzione annua lorda.

Ma attenzione: il recruiter non è un confessore. Aprirsi va bene, ma entro certi limiti. Io non sono nella posizione di poter suggerire o consigliare a un Candidato come risolvere i suoi problemi lavorativi, però posso proporgli qualcosa di diverso, offrirgli un’opportunità. In questi casi, soprattutto se il Candidato è insoddisfatto del suo lavoro è molto importante che si apra in modo costruttivo al recruiter, che si faccia conoscere per quello che veramente è e può fare. Incentrare un incontro sullo sfogo,
sull’ insoddisfazione o sulla rabbia non è di alcun aiuto al recruiter che anzi, si domanda se il Candidato che ha davanti sia veramente pronto a cambiare e ad accettare una nuova sfida!

Anche essere troppo ermetici non è positivo. Inutile nascondersi perché alla fine la vera natura del Candidato deve venire fuori perché possa essere presentato al Cliente. Se il recruiter non capisce chi ha davanti non lo capirà neanche il Cliente. Se il Candidato non si apre con il recruiter non lo farà neanche con chi deve decidere se lui/lei sia la persona giusta per una determinata posizione!

Se il recruiter preferisce non presentare il Candidato al Cliente è giusto e doveroso che ne parli al Candidato motivando le sue scelte e, per quanto possa sembrare azzardato, il Candidato dovrebbe apprezzare la non-presentazione anziché insistere. Come Head Hunter in contatto diretto con il Cliente conosciamo i challenges della posizione, conosciamo l’azienda Cliente e il perfect match è il risultato di un’empatia professionale e caratteriale tra Cliente e Candidato.

Grazie Rodgy per i preziosi consigli

Chi è Rodgy Guerrera

Grazie a una lunga esperienza in Ricerca e Selezione di profili Middle High nei settori Moda, Lusso e Retail, nel febbraio 2014 fonda la società che porta il suo nome. Conseguito un MBA alla Hartford University (CT, USA), matura la sua esperienza lavorativa in alcune delle più prestigiose società di Executive Search in Italia e all’estero tra cui Egon Zehnder Milano, Korn Ferry Parigi e TMP Executive Search nella sedi di Parigi e Milano, dove da consulente generalista orientata al Largo Consumo, si specializza nel settore Moda, Lusso e Retail. Nel ruolo di Responsabile dell’Ufficio Placement del prestigioso Istituto Marangoni di Milano, entra in contatto diretto con il mondo dello Stile e del Prodotto, ampliando così la sue già significative conoscenze del settore. La sua comprovata esperienza e un background cosmopolita, applicati al metodo dell’Executive Search le consentono di trovare in Italia e in Europa – senza spostarsi dalla sua sede milanese – professionisti di talento, tra cui, Designers, Brand e Product Managers, Buyers e Merchandisers, Visual Merchandisers, Store Managers, Area Managers, e profili Middle High nella Comunicazione, garantendo in tal modo al cliente la massima ottimizzazione delle risorse, nel pieno rispetto dei tempi stabiliti.

http://www.rgandpartners.com

LinkedIn Rodgy Guerrera: https://goo.gl/atBFSN

 

 

 

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