Formazione & Eventi

Press and Personal Communication presenta SelfBrand L'evoluzione
presentazione libro SelfBrand L'evoluzione
COme comunicare con i media istituzionali
Web Reputation per foritificare il SelfBrand
Team & Brand Reputation

SEMINARIO 03.06.2015 Milano dalle 13,45 alle 18,45

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Team & Brand Reputation Il lavoro di gruppo affianca la Brand Reputation[/caption] CHE COSA È IL "CLIMA ORGANIZZATIVO"? Il “clima organizzativo”, chiamato anche “clima interno” o “clima aziendale” è un tema che è stato oggetto di molti libri e studi di teoria organizzativa, a partire dalla metà degli anni ’60. Il clima può essere considerato come un insieme di percezioni condivise e correlate tra loro relative alla realtà lavorativa/organizzativa, cioè il modo in cui i soggetti percepiscono e interpretano l’azienda e le sue caratteristiche. È la sintesi di vari fattori quali per esempio le rappresentazioni soggettive, le mappe cognitive di ogni persona coinvolta, le percezioni individuali, le interazioni tra i soggetti, il contesto organizzativo e la cultura ivi presente. Il clima aziendale influenza fortemente la crescita aziendale e la Brand Reputation Nel seminario i temi trattati saranno:
  •  GLI APPROCCI TEORICI l’approccio percettivo, l'approccio interattivo, l’approccio culturale.
  •  GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE IN UN'ANALISI DEL CLIMA ORGANIZZATIVO -    rilevare ed evidenziare gli eventuali punti critici presenti in un’organizzazione; -    progettare, pianificare ed eseguire opportuni interventi migliorativi; -    valutare e monitorare i risultati ottenuti, procedendo ad una nuova analisi del clima.
  • IL MODELLO D'INDAGINE: METODOLOGIA PER LA SUA COSTRUZIONE Valutazione e scelta strumento diagnostico per la raccolta dati.
  • IL PROCESSO DI DIAGNOSI DEL CLIMA: LE FASI Segmentazioni fasi di processo
  • COMUNICAZIONE INTERNA Questa fase ha lo scopo di informare dell’iniziativa tutti i collaboratori e il personale della struttura oggetto dell’analisi del clima
  • VALUTAZIONE, INTERPRETAZIONI E AZIONI Cosa fare, errori da evitare. Azioni da intraprendere Presentazioni dati
Per iscriversi o richiedere informazioni: info@pressandpersonal.com info@selfbrand.it SU RIHIESTA SI EFFETTUANO ANALISI PERSONALIZZATI E PROGETTI SU MISURA

Workshop Clima Aziendale e Brand Reputation

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Come crearsi una rete di relazioni di valore

NETWORKING:  ovvero come migliorare, creare e gestire la propria rete di relazioni

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Come crearsi una rete di relazioni di valore Networking Smart[/caption]

Milano 19.05.2015 dalle 14,30 alle 18,00 OBIETTIVI DEL CORSO

  • Saper creare e gestire (=mantenere e sviluppare) una efficace rete di relazioni e contatti personali
  • Saper valutare e selezionare le occasioni
  • Consolidare la propria immagine e reputazione
Contenuti
  • Identificare la propria Vision e Mission
  • Strumenti: il Piano di Azione delle Relazioni
  • Principi Base del Networking
  • Il “Bon Ton” delle relazioni
  • Comunicazione e Public Speaking
  • Social Media e gestione selettiva
  • Social Media e Networking, uso potenziante
  • Relazioni Pubbliche e monitoraggio
  • Immagine quando rinforza i contenuti
Per informazioni sul corso e per iscriversi: info@pressandpersonal.com, info@selfbrand.it  

Seminario Networking

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Come vestirsi per un colloquio di lavoro
[caption id="attachment_608" align="aligncenter" width="300"]Come vestirsi per un colloquio di lavoro Cercare lavoro, il look perfetto[/caption] La cura con cui ci si presenta ad un colloquio di lavoro può essere determinante, soprattutto se si sbaglia totalmente il look.  I contenuti, le esperienze e la professionalità vengono esaltati da un’immagine congruente. Il seminario prepara nella scelta del proprio look e dello stile più adatto, anche in base alla tipologia di colloquio. L’abbigliamento corretto renderà il candidato sicuro nei suoi panni, facendo si che possa concentrarsi appieno sui contenuti e sulla sua presentazione. Contenuti del corso: □     Definizione look □     Stili differenti in situazioni differenti □     Geometria delle forme, colori e stili come mescolarli □     Cose da sapere, errori da evitare □     Preparazione look personale □     A proprio agio nei propri panni □     Pianificare e preparare l’intervista di selezione; □     Preparazione presentazione personale in stile SelfBrand Data 05.05.2015, dalle 14,00 alle 18,00, a Milano Relatori: Stefania Salardi, Donatella Rampado          

SEMINARIO: COME MI VESTO PER UN COLLOQUIO DI LAVORO?

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VIvere il Brand

Vivere e Far Vivere il Brand

Seminario 29.04.2015 Milano dalle ore 14,00 alle ore 18,00

[caption id="attachment_581" align="aligncenter" width="300"]
VIvere il Brand Un team senza orientamento non è un team[/caption] Contenuti: - Come individuare le differenze fra noi ed i concorrenti - Brandometro - Linee guida su come creare un Brand - Come coinvolgere i collaboratori a vivere il Brand aziendale per ulteriori informazioni scrivere a: info@selfbrand.it o info@pressandpersonal.com

Seminario Vivere e Far Vivere il Brand

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Dalla customer oriented per arrivare al Brand
Che cosa distingue un marchio da uno simile concorrente? La qualità del Prodotto? Il servizio di eccellenza? e a parità di prodotto e servizio, cos fa la differenza? Si tratta di prezzo? [caption id="attachment_560" align="aligncenter" width="250"]Dalla customer oriented per arrivare al Brand Brand, reputazione e fiducia per crearlo servono 5 regole[/caption] Il marketing è in continua evoluzione, la comunicazione ha assunto un aspetto fondamentale nel proporre il proprio prodotto-servizio. Il successo di un prodotto e servizio è dato da chi decide di acquistarlo. La reputazione e la fiducia in un prodotto o servizio fidelizzano il decisore finale. Questo ed altri aspetti saranno trattati nel Seminario "Non è solo questione di Brand" 17 Aprile 2015 dalle 09,30 alle 13,00 Milano Il Brand non è la marca o il logo dell’azienda. Il Brand è l’emozione che lega il consumatore all’acquisto e soprattutto al riacquisto di un determinato prodotto o servizio. La conoscenza delle associazioni emozionali che fanno i clienti pensando al nome dell’azienda è uno degli strumenti principali, tramite il quale si può attivare un piano strategico di fidelizzazione e quindi di incremento del fatturato. Contenuti: -       Cosa non vuol dire Brand -       Con il Brand aziendale si possono aumentare i fatturati? Analisi di alcuni Case History e relative applicazioni di Brand aziendali -       Dalla Customer Oriented al Customer Service per comprendere e rafforzare il Brand Aziendale -       Come, dove e quando comunicare il Brand Aziendale -       Media Istituzionali e Social Media non tutto serve -       Come coinvolgere e comunicare al proprio Team di lavoro il valore del Brand. "La brochure aziendale, il sito, la pubblicità e le varie promo sono un ottimo mezzo di comunicazione verso la clientela, ma i collaboratori conoscono il Brand dell’azienda? se le persone che lavorano direttamente a contatto con i clienti non conoscono, non sono coinvolti nel vivere e comunicare il Brand ed i valori aziendali, come e cosa comunicheranno? E se loro stessi sono demotivati e non trovano nel lavoro nuovi stimoli, che tipo di messaggio comunicheranno?" (dal libro: Selfbrand, fate di voi stessi un autentico Brand) Per ricevere i contenuti del seminario e per avere ulteriori informazioni scrivere a: info@pressandpersonal.com Relatori: Stefania Salardi - Emanuela Lodolo - Donatella Rampado    

Quando si ha fiducia in un marchio? Seminario

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   News

[caption id="attachment_852" align="alignleft" width="219"]
Venerdì 1 aprile, nella splendida sede di Palazzo Cusani, a Milano, si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne  imprenditrici e libere professioniste,  che potranno confrontarsi e fare networking,  all’insegna del business etico.  Venerdì 1 aprile, nella splendida sede di Palazzo Cusani, a Milano, si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne
imprenditrici e libere professioniste,
che potranno confrontarsi e fare networking,
all’insegna del business etico.[/caption]

Il 1 aprile 2016, nella splendida sede di Palazzo Cusani, in via Brera 13-15 a Milano, a partire dalle 16.30,  si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne imprenditrici, manager e libere professioniste, che potranno confrontarsi e fare networking, all’insegna del business etico.

Il 1 aprile, nella prestigiosa sede di palazzo Cusani, a Milano, imprenditrici e manager si incontreranno per un evento gratuito dedicato al networking e al BtoB fra donne, organizzato dalla Sezione di Milano di FIDAPA (Federazione Italiana Donne, Arti, Professioni e Affari), che conta circa 12mila associate in tutta Italia ed è affiliata alla BPW (Business Professional Women Internazionale). Un incontro nato dall’idea della Past President Laura Caradonna e della Presidente Alga Rossi, nel segno della continuità del progetto Expo BTOB WOMEN IN ETHIC BUSINESS, convegno che l’anno scorso ha ottenuto un grande successo e la cui linea guida, come accade anche per questo appuntamento, consiste nel coniugare la leadership al femminile con le logiche del business, sempre senza perdere di vista l’etica lavorativa. A moderare e condurre l'incontro l’esperta di marketing e comunicazione Donatella Rampado, Consigliera della Sezione Fidapa di Milano e autrice del libro “Selfbrand l’Evoluzione”, edito da Franco Angeli. L’incontro è dedicato a libere professioniste, manager ed imprenditrici. Si consiglia alle partecipanti di portare il proprio mediakit (biglietto da visita, brochure, presentazione aziendale…) Per partecipare è necessaria l’iscrizione. Scrivere a info@selfbrand.it Per ulteriori informazioni: www.pressandpersonal.com www.facebook.com/pressandpersonalcommunication/?ref=hl http://www.btobexpo.it/   http://fidapa.org/index.php/eventi/246-incontro-di-leadership-e-btob-women-in-ethic-business http://fidapa.org

IMPRENDITRICI E MANAGER SI INCONTRANO TRA BUSINESS ED ETICA

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Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune.
  [caption id="attachment_840" align="alignleft" width="300"]Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune. Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune.[/caption] Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune. Il famoso “cancelletto” è uno strumento prezioso che categorizza un argomento di conversazione sui social network, perché gli utenti possano trovare più facilmente i messaggi e i contenuti ad esso legati. La parola deriva dall'inglese hash, che significa appunto “cancelletto” e tag, cioè “etichetta”. Gli hashtag rendono, ad esempio, i tweet, le immagini su Instagram o i post su Facebook rintracciabiliconnotano argomenti popolari, possono essere posizionati in qualsiasi punto della frase e vanno scritti senza lasciare spazi tra le parole, nel caso siano formati da più termini (ad esempio #modamaschile). Ecco qualche suggerimento per fare si che il loro utilizzo sia realmente efficace. - Gli hashtag vanno usati con moderazione; non riempite un testo di cancelletti, che renderebbero la lettura fastidiosa. - Createli, se possibile, con parole che siano facili da capire, immediate e con poche lettere. I termini contrassegnati dal cancelletto devono semplificare la ricerca degli utenti e rendervi visibili. Meglio, dunque, che siano brevi e semplici. - Attenzione a non inserire, tra le parole che formano l’hashtag, segni di punteggiatura, che, di fatto, lo “spezzerebbero”, esattamente come avviene con lo spazio. - E’ consigliabile usare hashtag già affermati, coerenti naturalmente con l'argomento di cui stiamo scrivendo, per avere più possibilità di farci trovare sui vari social media. - Twitter è un social network veloce, immediato e all’insegna della sintesi; due hashtag possono essere sufficienti, anche perché, secondo alcuni studi, un numero maggiore di parole contrassegnate dal cancelletto, abbassa l’attenzione e la voglia di interazione degli utenti. - Gli hashtag sono importantissimi anche su Instagram, per  raggruppare e categorizzare immagini simili. Ricordate che chi cerca foto di gatti, ad esempio, digiterà molto probabilmente #gatti o #gattini, quindi scegliete parole dal significato immediato, senza inventare hashtag troppo lontani dal contesto, fantasiosi o poco rilevanti. I termini contraddistinti dal cancelletto sono elementi chiave per comunicare attraverso il web e rendere i propri contenuti visibili, vale la pena sceglierli con cura. "Più elaborati sono i nostri mezzi di comunicazione, meno comunichiamo" Joseph Priestley (chimico e filosofo inglese)  

HASHTAG: COME, DOVE E PERCHE’

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[caption id="attachment_808" align="alignleft" width="1280"]Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata. Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata.[/caption]

Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata. Il mondo delle start up di successo, molte delle quali italiane, è sempre più ampio e caratterizzato da una forte innovazione, grazie a progetti talvolta semplici, eppure geniali, che toccano gli ambiti più vari: dal turismo, all’alimentazione, alle energie rinnovabili, ai trasporti, fino al design.

Sono oltre cinquemila quelle “made in Italy”, nate soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna e molte di queste stanno riscuotendo un notevole successo in tutto il mondo, tanto da fare gola anche a colossi aziendali che se le contendono sborsando, a volte, milioni di euro.

Un esempio di grande successo in questo senso è la Gp Renewable, start-up del 20enne salentino Gianluigi Parrotto, che ha ideato piccole turbine eoliche da installare sui tetti. L’azienda, l’anno scorso, è stata rilevata per 5,5 milioni di euro da quattro investitori americani che rappresentano la società Air Group.

Forse non tutti sanno che anche il famoso portale Facile.it, che permette di comparare, tra l’altro, tariffe assicurative, telefoniche e bollette di luce e gas, nasce dall’intuito di due italiani: Mauro Giacobbe e Angelica Pellizzari. Una start up che, nel 2014, è stata comprata al 75% da Oakley Capital, per 100 milioni di euro.

A questo punto è inevitabile chiedersi: quanto contano il web e i social network per fare conoscere i propri progetti e idee innovative? Facebook, Twitter, Instagram, Google+, Pinterest, Snapchat, sono sempre di più le imprese, che siano start up o aziende già strutturate, che ne fanno un uso massiccio, per avvicinarsi ai consumatori, presentare loro nuovi prodotti e conoscerne l’opinione in merito. I social media sono ormai uno strumento che è impossibile ignorare nel mondo del business, un mezzo efficace e capillare per raggiungere il grande pubblico. Sapersi muovere nel mondo del web (quali messaggi veicolare, come farlo, come gestire eventuali domande o attacchi, quale grado di “diplomazia” serve) non basta; il primo passo è stabilire obiettivi chiari per evitare di perdere tempo e di agire in modo troppo dispersivo. Impegno, idee e scopi ben definiti, uniti a una conoscenza legata al mondo dei social media, sono gli ingredienti base per il successo.

Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta. (Milton Berle, comico, attore, conduttore televisivo americano)          

IDEE VINCENTI, OBIETTIVI CHIARI E SOCIAL MEDIA

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        [caption id="attachment_803" align="alignleft" width="1280"]Sono sempre di più le aziende che decidono di sfruttare i social network per comunicare e interagire con i propri clienti e con il pubblico in generale. Sono sempre di più le aziende che decidono di sfruttare i social network per comunicare e interagire con i propri clienti e con il pubblico in generale.[/caption]       Fino a non molti anni fa, quello di internet e dei social network sembrava un mondo distante dal business e dalle attività aziendali. Quando si consigliava a un manager di investire nella comunicazione sul web, non era strano sentirsi rispondere “no, grazie, è uno strumento che non ha futuro”. Parole che ora suonano come anacronistiche e incredibili, eppure la percezione era quella di un universo legato al divertimento, allo svago, ma molto “inconsistente” dal punto di vista delle possibilità di espansione. L’Osservatorio IULM sui Social Media ha svolto recentemente la sua quarta ricerca sul mondo dei social network evidenziando, ancora una volta, quanto i tempi stiano cambiando. Tra il 2013 e il 2015, infatti, la percentuale di imprese che sfruttano almeno un social media per comunicare e farsi conoscere è cresciuta dal 64% al 73%. La differenza, in questo caso, la fanno le piccole e medie imprese. Per chi lavora nel campo degli uffici stampa e delle pubbliche relazioni, è sempre più evidente come altri canali, ad esempio YouTube, LinkedIn, Instagram e Twitter, stiano acquisendo importanza, affiancandosi al colosso Facebook. Sono sempre di più i clienti che chiedono attività di comunicazione attraverso questi social, ormai famosi e usati dalla grande maggioranza degli utenti. Naturalmente è importante, nel momento in cui, per lavoro, si decide di aprire uno o più profili, non solo curarli e aggiornarli con continuità (pensate al senso di abbandono che trasmette la pagina Facebook di un’azienda, il cui ultimo aggiornamento risale anche solo a due settimane prima) ma creare contenuti che siano vincenti e diano un’immagine positiva della propria attività. Non dimentichiamo che questi strumenti servono per “comunicare”, quindi i messaggi trasmessi non possono essere solo autoreferenziali, è necessario che ci si prenda la responsabilità di interagire con i clienti o potenziali tali, con competenza e professionalità. I social network possono diventare dei veri e propri boomerang se non se ne conoscono le regole, perché ogni risposta sgarbata, frettolosa o poco appropriata può essere condivisa e diffusa, coinvolgendo anche altre persone in una discussione, che rischia di minare la reputazione dell’azienda. Ecco perché è sempre consigliabile avere un professionista che si occupi con costanza e competenza della gestione della parte comunicativa. Il mondo del web è pieno di opportunità, basta saperlo gestire.  

SOCIAL E AZIENDE: UN MATRIMONIO CHE FUNZIONA

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