Formazione & Eventi

Press and Personal Communication presenta SelfBrand L'evoluzione
presentazione libro SelfBrand L'evoluzione
COme comunicare con i media istituzionali
Web Reputation per foritificare il SelfBrand
Team & Brand Reputation

SEMINARIO 03.06.2015 Milano dalle 13,45 alle 18,45

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Team & Brand Reputation Il lavoro di gruppo affianca la Brand Reputation[/caption] CHE COSA È IL "CLIMA ORGANIZZATIVO"? Il “clima organizzativo”, chiamato anche “clima interno” o “clima aziendale” è un tema che è stato oggetto di molti libri e studi di teoria organizzativa, a partire dalla metà degli anni ’60. Il clima può essere considerato come un insieme di percezioni condivise e correlate tra loro relative alla realtà lavorativa/organizzativa, cioè il modo in cui i soggetti percepiscono e interpretano l’azienda e le sue caratteristiche. È la sintesi di vari fattori quali per esempio le rappresentazioni soggettive, le mappe cognitive di ogni persona coinvolta, le percezioni individuali, le interazioni tra i soggetti, il contesto organizzativo e la cultura ivi presente. Il clima aziendale influenza fortemente la crescita aziendale e la Brand Reputation Nel seminario i temi trattati saranno:
  •  GLI APPROCCI TEORICI l’approccio percettivo, l'approccio interattivo, l’approccio culturale.
  •  GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE IN UN'ANALISI DEL CLIMA ORGANIZZATIVO -    rilevare ed evidenziare gli eventuali punti critici presenti in un’organizzazione; -    progettare, pianificare ed eseguire opportuni interventi migliorativi; -    valutare e monitorare i risultati ottenuti, procedendo ad una nuova analisi del clima.
  • IL MODELLO D'INDAGINE: METODOLOGIA PER LA SUA COSTRUZIONE Valutazione e scelta strumento diagnostico per la raccolta dati.
  • IL PROCESSO DI DIAGNOSI DEL CLIMA: LE FASI Segmentazioni fasi di processo
  • COMUNICAZIONE INTERNA Questa fase ha lo scopo di informare dell’iniziativa tutti i collaboratori e il personale della struttura oggetto dell’analisi del clima
  • VALUTAZIONE, INTERPRETAZIONI E AZIONI Cosa fare, errori da evitare. Azioni da intraprendere Presentazioni dati
Per iscriversi o richiedere informazioni: info@pressandpersonal.com info@selfbrand.it SU RIHIESTA SI EFFETTUANO ANALISI PERSONALIZZATI E PROGETTI SU MISURA

Workshop Clima Aziendale e Brand Reputation

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Come crearsi una rete di relazioni di valore

NETWORKING:  ovvero come migliorare, creare e gestire la propria rete di relazioni

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Come crearsi una rete di relazioni di valore Networking Smart[/caption]

Milano 19.05.2015 dalle 14,30 alle 18,00 OBIETTIVI DEL CORSO

  • Saper creare e gestire (=mantenere e sviluppare) una efficace rete di relazioni e contatti personali
  • Saper valutare e selezionare le occasioni
  • Consolidare la propria immagine e reputazione
Contenuti
  • Identificare la propria Vision e Mission
  • Strumenti: il Piano di Azione delle Relazioni
  • Principi Base del Networking
  • Il “Bon Ton” delle relazioni
  • Comunicazione e Public Speaking
  • Social Media e gestione selettiva
  • Social Media e Networking, uso potenziante
  • Relazioni Pubbliche e monitoraggio
  • Immagine quando rinforza i contenuti
Per informazioni sul corso e per iscriversi: info@pressandpersonal.com, info@selfbrand.it  

Seminario Networking

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Come vestirsi per un colloquio di lavoro
[caption id="attachment_608" align="aligncenter" width="300"]Come vestirsi per un colloquio di lavoro Cercare lavoro, il look perfetto[/caption] La cura con cui ci si presenta ad un colloquio di lavoro può essere determinante, soprattutto se si sbaglia totalmente il look.  I contenuti, le esperienze e la professionalità vengono esaltati da un’immagine congruente. Il seminario prepara nella scelta del proprio look e dello stile più adatto, anche in base alla tipologia di colloquio. L’abbigliamento corretto renderà il candidato sicuro nei suoi panni, facendo si che possa concentrarsi appieno sui contenuti e sulla sua presentazione. Contenuti del corso: □     Definizione look □     Stili differenti in situazioni differenti □     Geometria delle forme, colori e stili come mescolarli □     Cose da sapere, errori da evitare □     Preparazione look personale □     A proprio agio nei propri panni □     Pianificare e preparare l’intervista di selezione; □     Preparazione presentazione personale in stile SelfBrand Data 05.05.2015, dalle 14,00 alle 18,00, a Milano Relatori: Stefania Salardi, Donatella Rampado          

SEMINARIO: COME MI VESTO PER UN COLLOQUIO DI LAVORO?

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VIvere il Brand

Vivere e Far Vivere il Brand

Seminario 29.04.2015 Milano dalle ore 14,00 alle ore 18,00

[caption id="attachment_581" align="aligncenter" width="300"]
VIvere il Brand Un team senza orientamento non è un team[/caption] Contenuti: - Come individuare le differenze fra noi ed i concorrenti - Brandometro - Linee guida su come creare un Brand - Come coinvolgere i collaboratori a vivere il Brand aziendale per ulteriori informazioni scrivere a: info@selfbrand.it o info@pressandpersonal.com

Seminario Vivere e Far Vivere il Brand

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Dalla customer oriented per arrivare al Brand
Che cosa distingue un marchio da uno simile concorrente? La qualità del Prodotto? Il servizio di eccellenza? e a parità di prodotto e servizio, cos fa la differenza? Si tratta di prezzo? [caption id="attachment_560" align="aligncenter" width="250"]Dalla customer oriented per arrivare al Brand Brand, reputazione e fiducia per crearlo servono 5 regole[/caption] Il marketing è in continua evoluzione, la comunicazione ha assunto un aspetto fondamentale nel proporre il proprio prodotto-servizio. Il successo di un prodotto e servizio è dato da chi decide di acquistarlo. La reputazione e la fiducia in un prodotto o servizio fidelizzano il decisore finale. Questo ed altri aspetti saranno trattati nel Seminario "Non è solo questione di Brand" 17 Aprile 2015 dalle 09,30 alle 13,00 Milano Il Brand non è la marca o il logo dell’azienda. Il Brand è l’emozione che lega il consumatore all’acquisto e soprattutto al riacquisto di un determinato prodotto o servizio. La conoscenza delle associazioni emozionali che fanno i clienti pensando al nome dell’azienda è uno degli strumenti principali, tramite il quale si può attivare un piano strategico di fidelizzazione e quindi di incremento del fatturato. Contenuti: -       Cosa non vuol dire Brand -       Con il Brand aziendale si possono aumentare i fatturati? Analisi di alcuni Case History e relative applicazioni di Brand aziendali -       Dalla Customer Oriented al Customer Service per comprendere e rafforzare il Brand Aziendale -       Come, dove e quando comunicare il Brand Aziendale -       Media Istituzionali e Social Media non tutto serve -       Come coinvolgere e comunicare al proprio Team di lavoro il valore del Brand. "La brochure aziendale, il sito, la pubblicità e le varie promo sono un ottimo mezzo di comunicazione verso la clientela, ma i collaboratori conoscono il Brand dell’azienda? se le persone che lavorano direttamente a contatto con i clienti non conoscono, non sono coinvolti nel vivere e comunicare il Brand ed i valori aziendali, come e cosa comunicheranno? E se loro stessi sono demotivati e non trovano nel lavoro nuovi stimoli, che tipo di messaggio comunicheranno?" (dal libro: Selfbrand, fate di voi stessi un autentico Brand) Per ricevere i contenuti del seminario e per avere ulteriori informazioni scrivere a: info@pressandpersonal.com Relatori: Stefania Salardi - Emanuela Lodolo - Donatella Rampado    

Quando si ha fiducia in un marchio? Seminario

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Programma Lavori
[caption id="attachment_551" align="aligncenter" width="300"]Programma Lavori Commissione Sviluppo Formazione ed Impresa in collaborazione con sezione FIDAPA La Spezia[/caption] La situazione economica e finanziaria, vissuta in questi ultimi anni nel nostro Paese, ha avuto pesanti ripercussioni occupazionali, soprattutto tra la popolazione femminile e giovanile. L’uso dei social network (Linkedin, Facebook, Twitter….) ha visto una crescita esponenziale proprio in questo momento storico di cambiamento e ha coinvolto un numero sempre maggiore di persone, anche di età differenti. Grazie a questo incremento abbiamo visto avvicinarsi alla Rete Social : artisti, professionisti,  micro, piccole, medie e grandi aziende.  Questo mezzo di comunicazione, apparentemente semplice, ha le sue regole:  fare rete fra donne e la formazione possono dare quegli strumenti utili per innovare e rinnovarsi con stile.  Molte più donne si affacciano al “fare o rifare impresa”. Devono quindi fare i conti, al pari degli uomini, con i meccanismi ed i vincoli del mercato e con una crescente competitività,  anche dal punto di vista di efficacia e comunicazione innovativa.  Il workshop è strutturato in: informazione, formazione e networking, per dare, così, strumenti pratici ed immediati di supporto.

     COMMISSIONE NAZIONALE SVILUPPO, FORMAZIONE ED IMPIEGO Responsabile Nazionale Margherita Mazzelli in collaborazione con Sezione La Spezia – Distretto Nord Ovest  Workshop: Micro, Piccole e Medie Imprese Come, quando e perché comunicare social Lunedì 13 aprile 2015 - La Spezia - 

 PROGRAMMA WORKSHOP 
Ore 14,00 Saluti delle autorità Fidapa: Jenny Fumanti         -  Presidente Sezione La Spezia - FIDAPA BPW Italy Margherita Mazzelli -  Responsabile commissione nazionale sviluppo, formazione ed impiego  FIDAPA BPW  Italy RELATORI: Donatella Rampado – Membro della commissione sviluppo formazione ed impiego FIDAPA Distretto Nord-Ovest con il tema : “ BRAND & SELBRAND, il valore del posizionamento e della comunicazione in un mercato che cambia. Stefania Salardi - Giornalista Radio-Televisiva, addetta ufficio stampa della Press & Personal Communication con il tema: “WEB-REPUTATION attraverso l’utilizzo dei social, come distinguersi attraverso i social e come utilizzarli. Manuela Casali – Presidente UCIF (Unione Costruttori Impianti di finitura-Associata ad ANIMA) -Best Practice: L’uso strategico ed operativo dei Social media. Ore 17,45 Chiusura lavori e Saluti Per prenotarsi o per ulteriori informazioni rivolgersi a: 328 1219977    -   327 9345050 FB : FIDAPA LA SPEZIA, YOUNG FIDAPA LA SPEZIA Entrata libera fino ad esaurimento prenotazioni.

Corso di Formazione: Micro, Piccole e Medie Imprese come, quando e perchè comunicare social

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SelfBrand
SelfBrand, Brand, Brand Reputation, Self-Marketing e Web Reputation [caption id="attachment_535" align="aligncenter" width="300"]SelfBrand Primo in Italia ad aver portato la metodologia del Selfbrand, il marchio è registrato.[/caption]  Lo scopo di questo corso è di aumentare il valore del percepito e comprendere con azioni pratiche come misurarle l’aspetto intangibile ed emozionale che crea una reputazione di successo o meno. Le aziende sono fatte di persone e i prodotti ed i servizi vengono acquistate da persone. Un filo di emotività è il comun denominatore che lega i bisogni e le valutazioni “Intangibili” e quindi difficili da comprendere e quantificare.  Attraverso questo percorso formativo la persona avrà ben chiaro il proprio Brand e quello aziendale e potrà usare questa competenza per meglio comunicare e competere.
  • Cosa vuol dire avere un Brand
  • Brand Reputation,  Personal Brand e Selfmarketing come uscirne
  • SelfBrand, come si costruisce
  • Come, dove e quando si comunica il proprio SelfBrand
  • Quando si utilizza l’immagine per rafforzare i contenuti
  • Networking, come rafforzare le reti di contatti utili e come svilupparli
  • Come gestire e mantenere nel tempo il proprio Brand
  • Cos’è la web reputation e perché è importante capirne il significato
  • Definizione dell’asse di interesse: aziendale – professionale – personale
  • Le “leggi” per la gestione della reputazione online
  • Breviario dei social network aziendali
  • Facebook, twitter, linkedin, google+: social network differenti
  • La gestione dinamica della propria presenza sui social network e      social media
  • WB Web Reputation + SEO Search Engine      Optimization + SEM Search Engine Marketing = ROI Return on Investment
  • Mondo Media :radio, television e giornali,      come ci si approccia
Le relatrici sono: Donatella Rampado, prima in Italia ad aver portato la metodologia del SelfBrand, già autrice del libro SelfBrand, fai di te stesso un autentico Bran ed esperta in Brand e Brand Reputation Emanuela Lodolo, esperta di social web reputation e ufficio stampa Stefania Salardi, esperta in giornalismo radio e televisivo Data: 10.04.2015 Durata del corso: 6 ore dalle 09,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,30 Sede del corso: MIlano Investimento: euro 260,00 iva esclusa

Corso SelfBrand, Brand, Brand Reputation, Self-Marketing e Web Reputation

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MediaKit per il professionista di successo.
Corso per chi cerca lavoro Non SOLO CV, Come preparare un MediaKit efficace per un professionista Ognuno di noi, nella vita si trova a dover affrontare dei cambiamenti: cambio di lavoro e relativi colloqui di lavoro, crescita all’interno della propria azienda, entrare a far parte di un nuovo network o associazione ed il primo passo o la prima impressione sarà fondamentale. [caption id="attachment_532" align="aligncenter" width="300"]MediaKit per il professionista di successo. Essere consapevoli della propria presentazione e del MediaKit che si lascia ha un valore[/caption] Un MediaKit è composto da diversi documenti deve essere pronto prima di averne bisogno, deve essere aggiornato e deve potersi adattare a seconda del proprio obiettivo e soprattutto  a seconda di chi ci si rivolge come ad esempio un selezionatore, un colloquio di alto profilo, con un fornitore importante, con un cliente importante, un intervista per un giornale, un’apparizione in tv, come relatore ad un evento… . Nel corso verrà spiegato di che cosa è composto un MediaKit efficace , come farlo, come presentarlo e come modificarlo a seconda dell’interlocutore. Le relatrici sono: Donatella Rampado, esperta di SelfBrand, Brand e Brand Reputation Emanuela Lodolo, esperta di social web reputation e ufficio stampa Stefania Salardi, esperta in giornalismo radio e televisivo e selezione delle notizie Società di recruiting con Esperto  Head Hunter Data: 31.03.2015 Durata del corso: 14,30 alle 18,30 Sede del corso: Milano Investimento: euro 210,00

Corso per chi cerca lavoro – Preparazione MediaKit

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Valore Oro, il MediaKit aziendale
MEDIA KIT Come preparare un MediaKit efficace per le aziende [caption id="attachment_527" align="aligncenter" width="300"]Valore Oro, il MediaKit aziendale Un Media Kit aziendale, serve prima di averne bisogno[/caption]     Tutte le aziende hanno qualcosa da dire, come dirlo e quali mezzi utilizzare fanno la grandedifferenza. Un MediaKit è composto da diversi documenti deve essere pronto prima di averne bisogno e deve potersi adattare a seconda del proprio obiettivo e soprattutto  a seconda di chi ci si rivolge come ad esempio un fornitore, un giornale, per un intervista, per la televisione o ad un opinion leader... Nel corso verrà spiegato di che cosa è composto un Mediakit efficace, come farlo, come presentarlo e come modificarlo a seconda dell’interlocutore. Le relatrici sono: Donatella Rampado, esperta di SelfBrand, Brand e Brand Reputation Emanuela Lodolo, esperta di social web reputation e ufficio stampa Stefania Salardi, esperta in giornalismo radio e televisivo Data: 30.03.2015 Durata del corso: 4 ore dalle 09,00 alle 13,00 Sede del corso: Milano Investimento: euro 160,00 iva esclusa

Come preparare un Media Kit aziendale – Seminario

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evento-multilingual-marzo

 MULTILINGUISMO:

UN OPPORTUNITA’ O UN OSTACOLO?

13 e 14 MARZO 2015

COSMO HOTEL, CINISELLO BALSAMO

Dalla teoria all’azione, linee guida per gli educatori che devono affrontare quotidianamente un mondo multilingue e multiculturale

Per la prima volta in Italia si parla di Multilinguismo. Le aziende, la scuola, gli insegnanti e gli stessi alunni hanno continuamente a che fare con persone di diversa provenienza in contesti culturali, sociali e professionali. Diventa quindi indispensabile comprendere questo fenomeno ineluttabile con competenza e professionalità, guardando al futuro.

Nel convegno i relatori apporteranno temi, esperienze, studi ed azioni pratiche per sensibilizzare le istituzioni, le scuole e le aziende nei confronti di un processo di valorizzazione linguistica e culturale.Ci sono ancora molti pregiudizi sul bilinguismo nell’infanzia” dice Antonella Sorace – prof.ssa dell’Università di Edimburgo – “questo atteggiamento porta addirittura a consigliare ai genitori di non parlare la loro madre lingua in casa.”

Eugenia Papadaki, fondatrice e Preside della scuola The Bilingual School of Monza conferma che mantenendo la propria lingua madre e la propria cultura migliorino le capacità di apprendimento. In questi mesi in cui si parla di Expo, un approccio competente e corretto deve diventare essenziale.

 Fra i relatori  d’ eccezione che prenderanno parte al convegno :

-  FRED GENESEE –MCGILL UNIVERSITY MONTREAL – CANADA Celebrazione dell’educazione bilingue a Monza e in tutto il mondo: tiriamo le somme e pianifichiamo il futuro

-  VIV EDWARDS – UNIVERSITY OF READING – UK

Il potere di Babele, il multilinguismo: come un diritto ed una risorsa

-  EITHNE GALLAGHER –  Consulente in ambito educativo-ITALIA

Classi multilingue: la promozione della lingua madre come un diritto, un dato di fatto e una risorsa.

-  ANTONELLA SORACE – UNIVERSITY OF EDINBURGH– UK Il bilinguismo nell’arco della vita: miti, fatti e prospettive

-  DANIELA PERANI – UNIVERSITA’ SAN RAFFAELE – MILANO -ITALYIl cervello Bilingue

-   GRAZIELLA FAVARO – Pedagogista e saggista- MILANO -ITALY

La diversità linguistica nelle scuole: diritto di ciascuno, opportunità per tutti

 -  DINA C. CASTRO – UNIVERSITY OF NORTH TEXAS – STATI UNITI

Multilinguismo e approcci didattici ed educativi nei primi anni scolastici: una rassegna di ricerche

Conferenza Internazionale organizzata da The Bilingual School of Monza in occasione delle celebrazioni per il suo 20° anno di fondazione

 Visita: www.bsmconference.weebly.com

Facebook: International conference on multilingual schools

 Per qualsiasi altra informazione contattare :

 info@pressandpersonal.com

Tel: 347 1226268

CONFERENZA INTERNAZIONALE “MULTILINGUISMO: OPPORTUNITA’ O OSTACOLO?”

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Prima volta i Italia evento Internazionale :"Multilinguismo, opportunità o un ostacolo?"

   News

[caption id="attachment_852" align="alignleft" width="219"]
Venerdì 1 aprile, nella splendida sede di Palazzo Cusani, a Milano, si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne  imprenditrici e libere professioniste,  che potranno confrontarsi e fare networking,  all’insegna del business etico.  Venerdì 1 aprile, nella splendida sede di Palazzo Cusani, a Milano, si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne
imprenditrici e libere professioniste,
che potranno confrontarsi e fare networking,
all’insegna del business etico.[/caption]

Il 1 aprile 2016, nella splendida sede di Palazzo Cusani, in via Brera 13-15 a Milano, a partire dalle 16.30,  si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne imprenditrici, manager e libere professioniste, che potranno confrontarsi e fare networking, all’insegna del business etico.

Il 1 aprile, nella prestigiosa sede di palazzo Cusani, a Milano, imprenditrici e manager si incontreranno per un evento gratuito dedicato al networking e al BtoB fra donne, organizzato dalla Sezione di Milano di FIDAPA (Federazione Italiana Donne, Arti, Professioni e Affari), che conta circa 12mila associate in tutta Italia ed è affiliata alla BPW (Business Professional Women Internazionale). Un incontro nato dall’idea della Past President Laura Caradonna e della Presidente Alga Rossi, nel segno della continuità del progetto Expo BTOB WOMEN IN ETHIC BUSINESS, convegno che l’anno scorso ha ottenuto un grande successo e la cui linea guida, come accade anche per questo appuntamento, consiste nel coniugare la leadership al femminile con le logiche del business, sempre senza perdere di vista l’etica lavorativa. A moderare e condurre l'incontro l’esperta di marketing e comunicazione Donatella Rampado, Consigliera della Sezione Fidapa di Milano e autrice del libro “Selfbrand l’Evoluzione”, edito da Franco Angeli. L’incontro è dedicato a libere professioniste, manager ed imprenditrici. Si consiglia alle partecipanti di portare il proprio mediakit (biglietto da visita, brochure, presentazione aziendale…) Per partecipare è necessaria l’iscrizione. Scrivere a info@selfbrand.it Per ulteriori informazioni: www.pressandpersonal.com www.facebook.com/pressandpersonalcommunication/?ref=hl http://www.btobexpo.it/   http://fidapa.org/index.php/eventi/246-incontro-di-leadership-e-btob-women-in-ethic-business http://fidapa.org

IMPRENDITRICI E MANAGER SI INCONTRANO TRA BUSINESS ED ETICA

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Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune.
  [caption id="attachment_840" align="alignleft" width="300"]Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune. Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune.[/caption] Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune. Il famoso “cancelletto” è uno strumento prezioso che categorizza un argomento di conversazione sui social network, perché gli utenti possano trovare più facilmente i messaggi e i contenuti ad esso legati. La parola deriva dall'inglese hash, che significa appunto “cancelletto” e tag, cioè “etichetta”. Gli hashtag rendono, ad esempio, i tweet, le immagini su Instagram o i post su Facebook rintracciabiliconnotano argomenti popolari, possono essere posizionati in qualsiasi punto della frase e vanno scritti senza lasciare spazi tra le parole, nel caso siano formati da più termini (ad esempio #modamaschile). Ecco qualche suggerimento per fare si che il loro utilizzo sia realmente efficace. - Gli hashtag vanno usati con moderazione; non riempite un testo di cancelletti, che renderebbero la lettura fastidiosa. - Createli, se possibile, con parole che siano facili da capire, immediate e con poche lettere. I termini contrassegnati dal cancelletto devono semplificare la ricerca degli utenti e rendervi visibili. Meglio, dunque, che siano brevi e semplici. - Attenzione a non inserire, tra le parole che formano l’hashtag, segni di punteggiatura, che, di fatto, lo “spezzerebbero”, esattamente come avviene con lo spazio. - E’ consigliabile usare hashtag già affermati, coerenti naturalmente con l'argomento di cui stiamo scrivendo, per avere più possibilità di farci trovare sui vari social media. - Twitter è un social network veloce, immediato e all’insegna della sintesi; due hashtag possono essere sufficienti, anche perché, secondo alcuni studi, un numero maggiore di parole contrassegnate dal cancelletto, abbassa l’attenzione e la voglia di interazione degli utenti. - Gli hashtag sono importantissimi anche su Instagram, per  raggruppare e categorizzare immagini simili. Ricordate che chi cerca foto di gatti, ad esempio, digiterà molto probabilmente #gatti o #gattini, quindi scegliete parole dal significato immediato, senza inventare hashtag troppo lontani dal contesto, fantasiosi o poco rilevanti. I termini contraddistinti dal cancelletto sono elementi chiave per comunicare attraverso il web e rendere i propri contenuti visibili, vale la pena sceglierli con cura. "Più elaborati sono i nostri mezzi di comunicazione, meno comunichiamo" Joseph Priestley (chimico e filosofo inglese)  

HASHTAG: COME, DOVE E PERCHE’

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[caption id="attachment_808" align="alignleft" width="1280"]Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata. Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata.[/caption]

Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata. Il mondo delle start up di successo, molte delle quali italiane, è sempre più ampio e caratterizzato da una forte innovazione, grazie a progetti talvolta semplici, eppure geniali, che toccano gli ambiti più vari: dal turismo, all’alimentazione, alle energie rinnovabili, ai trasporti, fino al design.

Sono oltre cinquemila quelle “made in Italy”, nate soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna e molte di queste stanno riscuotendo un notevole successo in tutto il mondo, tanto da fare gola anche a colossi aziendali che se le contendono sborsando, a volte, milioni di euro.

Un esempio di grande successo in questo senso è la Gp Renewable, start-up del 20enne salentino Gianluigi Parrotto, che ha ideato piccole turbine eoliche da installare sui tetti. L’azienda, l’anno scorso, è stata rilevata per 5,5 milioni di euro da quattro investitori americani che rappresentano la società Air Group.

Forse non tutti sanno che anche il famoso portale Facile.it, che permette di comparare, tra l’altro, tariffe assicurative, telefoniche e bollette di luce e gas, nasce dall’intuito di due italiani: Mauro Giacobbe e Angelica Pellizzari. Una start up che, nel 2014, è stata comprata al 75% da Oakley Capital, per 100 milioni di euro.

A questo punto è inevitabile chiedersi: quanto contano il web e i social network per fare conoscere i propri progetti e idee innovative? Facebook, Twitter, Instagram, Google+, Pinterest, Snapchat, sono sempre di più le imprese, che siano start up o aziende già strutturate, che ne fanno un uso massiccio, per avvicinarsi ai consumatori, presentare loro nuovi prodotti e conoscerne l’opinione in merito. I social media sono ormai uno strumento che è impossibile ignorare nel mondo del business, un mezzo efficace e capillare per raggiungere il grande pubblico. Sapersi muovere nel mondo del web (quali messaggi veicolare, come farlo, come gestire eventuali domande o attacchi, quale grado di “diplomazia” serve) non basta; il primo passo è stabilire obiettivi chiari per evitare di perdere tempo e di agire in modo troppo dispersivo. Impegno, idee e scopi ben definiti, uniti a una conoscenza legata al mondo dei social media, sono gli ingredienti base per il successo.

Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta. (Milton Berle, comico, attore, conduttore televisivo americano)          

IDEE VINCENTI, OBIETTIVI CHIARI E SOCIAL MEDIA

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        [caption id="attachment_803" align="alignleft" width="1280"]Sono sempre di più le aziende che decidono di sfruttare i social network per comunicare e interagire con i propri clienti e con il pubblico in generale. Sono sempre di più le aziende che decidono di sfruttare i social network per comunicare e interagire con i propri clienti e con il pubblico in generale.[/caption]       Fino a non molti anni fa, quello di internet e dei social network sembrava un mondo distante dal business e dalle attività aziendali. Quando si consigliava a un manager di investire nella comunicazione sul web, non era strano sentirsi rispondere “no, grazie, è uno strumento che non ha futuro”. Parole che ora suonano come anacronistiche e incredibili, eppure la percezione era quella di un universo legato al divertimento, allo svago, ma molto “inconsistente” dal punto di vista delle possibilità di espansione. L’Osservatorio IULM sui Social Media ha svolto recentemente la sua quarta ricerca sul mondo dei social network evidenziando, ancora una volta, quanto i tempi stiano cambiando. Tra il 2013 e il 2015, infatti, la percentuale di imprese che sfruttano almeno un social media per comunicare e farsi conoscere è cresciuta dal 64% al 73%. La differenza, in questo caso, la fanno le piccole e medie imprese. Per chi lavora nel campo degli uffici stampa e delle pubbliche relazioni, è sempre più evidente come altri canali, ad esempio YouTube, LinkedIn, Instagram e Twitter, stiano acquisendo importanza, affiancandosi al colosso Facebook. Sono sempre di più i clienti che chiedono attività di comunicazione attraverso questi social, ormai famosi e usati dalla grande maggioranza degli utenti. Naturalmente è importante, nel momento in cui, per lavoro, si decide di aprire uno o più profili, non solo curarli e aggiornarli con continuità (pensate al senso di abbandono che trasmette la pagina Facebook di un’azienda, il cui ultimo aggiornamento risale anche solo a due settimane prima) ma creare contenuti che siano vincenti e diano un’immagine positiva della propria attività. Non dimentichiamo che questi strumenti servono per “comunicare”, quindi i messaggi trasmessi non possono essere solo autoreferenziali, è necessario che ci si prenda la responsabilità di interagire con i clienti o potenziali tali, con competenza e professionalità. I social network possono diventare dei veri e propri boomerang se non se ne conoscono le regole, perché ogni risposta sgarbata, frettolosa o poco appropriata può essere condivisa e diffusa, coinvolgendo anche altre persone in una discussione, che rischia di minare la reputazione dell’azienda. Ecco perché è sempre consigliabile avere un professionista che si occupi con costanza e competenza della gestione della parte comunicativa. Il mondo del web è pieno di opportunità, basta saperlo gestire.  

SOCIAL E AZIENDE: UN MATRIMONIO CHE FUNZIONA

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  speech-1015285_1920     Parlare in pubblico per alcuni costituisce uno dei peggiori incubi. Anche chi non è particolarmente timido o insicuro può diventare preda dell’ansia se deve esporre argomenti davanti a un pubblico, soprattutto se numeroso. Ci sono però alcune regole che possono aiutare a gestire la propria insicurezza, rendendo l’intervento chiaro ed efficace.  La prima, più ovvia, ma spesso ignorata, è quella di allenarsi a casa. Certo non è possibile avere un pubblico a disposizione per testare le nostre capacità, ma possiamo comunque lavorare sul nostro discorso, sulla sua durata e sulla postura.   Se avete un quarto d’ora a disposizione, cronometratevi, in modo da non dovere stare attenti poi al tempo che passa, chiedendovi, magari, se siete in ritardo o per non essere interrotti dal moderatore, a volte con gesti, da dietro le quinte, che possono deconcentrarvi. Guardatevi allo specchio e osservate mentre parlate, se tendete ad avere alcuni atteggiamenti che possono distrarre o infastidire chi vi guarda, come oscillare o toccarvi di continuo i capelli o i vestiti. Siate vigorosi e parlate a voce alta. Lo scopo è duplice: innanzitutto non annoierete il vostro pubblico, ma gli trasmetterete energia e vivacità e darete l’impressione di essere sicuri di voi e determinati. Rispettate le pause del vostro discorso. Non state facendo una gara, prendetevi il vostro tempo e date enfasi alle parole, fermandovi per due o tre secondi, mentre parlate, se ritenete che possa essere d’effetto. Guardate le persone che vi ascoltano. Non abbiate paura e fate sentire il pubblico coinvolto, guardando alcuni di loro. Se il tema dell’intervento lo permette, sorridete mentre parlate. Chiedete un’opinione sincera. Provate il discorso insieme a qualcuno che vi dica se il vostro intervento è interessante, se è troppo lungo, troppo breve, se è chiaro o fumoso e come è l’esposizione.  Molti imprenditori, artisti o persone che devono parlare in pubblico per lavoro chiedono aiuto a un ufficio stampa, che di solito ha esperti in grado di allenare e preparare il cliente per un’esperienza simile e studia anche con lui argomenti e modalità di esposizione. “E’ difficilissimo parlare senza dire qualcosa di troppo” (Luigi XIV)

PARLARE IN PUBBLICO: LA GRANDE PAURA

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Schermata 2015-12-01 alle 12.04.57Come posizionarsi online? Come essere riconosciuti quali punti di riferimento nel proprio mercato e di conseguenza aumentare i contatti e le vendite? Qualsiasi sia il tuo business ad oggi non è ammissibile ignorare tutti i vantaggi che derivano dall’utilizzo della rete: c’è già chi ti sta cercando ogni giorno e se tu non ci sei qualcun altro si prenderà i tuoi clienti e profitti, è quindi fondamentale conoscere la reale potenza comunicativa della rete. Per farlo bisogna conoscerne gli strumenti così da essere ben posizionati e visibili: essere riconosciuti ed acquisire fiducia nel proprio target di riferimento, permette di avere una maggiore autorevolezza e credibilità oltre ad un’alta visibilità del proprio marchio. Tutto questo porta alla naturale crescita di contatti e di vendite, che segnano l’incremento economico del tuo business.

Non si può ignorare la rete

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