Formazione & Eventi

Press and Personal Communication presenta SelfBrand L'evoluzione
presentazione libro SelfBrand L'evoluzione
COme comunicare con i media istituzionali
Web Reputation per foritificare il SelfBrand
Team & Brand Reputation

SEMINARIO 03.06.2015 Milano dalle 13,45 alle 18,45

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Team & Brand Reputation Il lavoro di gruppo affianca la Brand Reputation[/caption] CHE COSA È IL "CLIMA ORGANIZZATIVO"? Il “clima organizzativo”, chiamato anche “clima interno” o “clima aziendale” è un tema che è stato oggetto di molti libri e studi di teoria organizzativa, a partire dalla metà degli anni ’60. Il clima può essere considerato come un insieme di percezioni condivise e correlate tra loro relative alla realtà lavorativa/organizzativa, cioè il modo in cui i soggetti percepiscono e interpretano l’azienda e le sue caratteristiche. È la sintesi di vari fattori quali per esempio le rappresentazioni soggettive, le mappe cognitive di ogni persona coinvolta, le percezioni individuali, le interazioni tra i soggetti, il contesto organizzativo e la cultura ivi presente. Il clima aziendale influenza fortemente la crescita aziendale e la Brand Reputation Nel seminario i temi trattati saranno:
  •  GLI APPROCCI TEORICI l’approccio percettivo, l'approccio interattivo, l’approccio culturale.
  •  GLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE IN UN'ANALISI DEL CLIMA ORGANIZZATIVO -    rilevare ed evidenziare gli eventuali punti critici presenti in un’organizzazione; -    progettare, pianificare ed eseguire opportuni interventi migliorativi; -    valutare e monitorare i risultati ottenuti, procedendo ad una nuova analisi del clima.
  • IL MODELLO D'INDAGINE: METODOLOGIA PER LA SUA COSTRUZIONE Valutazione e scelta strumento diagnostico per la raccolta dati.
  • IL PROCESSO DI DIAGNOSI DEL CLIMA: LE FASI Segmentazioni fasi di processo
  • COMUNICAZIONE INTERNA Questa fase ha lo scopo di informare dell’iniziativa tutti i collaboratori e il personale della struttura oggetto dell’analisi del clima
  • VALUTAZIONE, INTERPRETAZIONI E AZIONI Cosa fare, errori da evitare. Azioni da intraprendere Presentazioni dati
Per iscriversi o richiedere informazioni: info@pressandpersonal.com info@selfbrand.it SU RIHIESTA SI EFFETTUANO ANALISI PERSONALIZZATI E PROGETTI SU MISURA

Workshop Clima Aziendale e Brand Reputation

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Come crearsi una rete di relazioni di valore

NETWORKING:  ovvero come migliorare, creare e gestire la propria rete di relazioni

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Come crearsi una rete di relazioni di valore Networking Smart[/caption]

Milano 19.05.2015 dalle 14,30 alle 18,00 OBIETTIVI DEL CORSO

  • Saper creare e gestire (=mantenere e sviluppare) una efficace rete di relazioni e contatti personali
  • Saper valutare e selezionare le occasioni
  • Consolidare la propria immagine e reputazione
Contenuti
  • Identificare la propria Vision e Mission
  • Strumenti: il Piano di Azione delle Relazioni
  • Principi Base del Networking
  • Il “Bon Ton” delle relazioni
  • Comunicazione e Public Speaking
  • Social Media e gestione selettiva
  • Social Media e Networking, uso potenziante
  • Relazioni Pubbliche e monitoraggio
  • Immagine quando rinforza i contenuti
Per informazioni sul corso e per iscriversi: info@pressandpersonal.com, info@selfbrand.it  

Seminario Networking

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Come vestirsi per un colloquio di lavoro
[caption id="attachment_608" align="aligncenter" width="300"]Come vestirsi per un colloquio di lavoro Cercare lavoro, il look perfetto[/caption] La cura con cui ci si presenta ad un colloquio di lavoro può essere determinante, soprattutto se si sbaglia totalmente il look.  I contenuti, le esperienze e la professionalità vengono esaltati da un’immagine congruente. Il seminario prepara nella scelta del proprio look e dello stile più adatto, anche in base alla tipologia di colloquio. L’abbigliamento corretto renderà il candidato sicuro nei suoi panni, facendo si che possa concentrarsi appieno sui contenuti e sulla sua presentazione. Contenuti del corso: □     Definizione look □     Stili differenti in situazioni differenti □     Geometria delle forme, colori e stili come mescolarli □     Cose da sapere, errori da evitare □     Preparazione look personale □     A proprio agio nei propri panni □     Pianificare e preparare l’intervista di selezione; □     Preparazione presentazione personale in stile SelfBrand Data 05.05.2015, dalle 14,00 alle 18,00, a Milano Relatori: Stefania Salardi, Donatella Rampado          

SEMINARIO: COME MI VESTO PER UN COLLOQUIO DI LAVORO?

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VIvere il Brand

Vivere e Far Vivere il Brand

Seminario 29.04.2015 Milano dalle ore 14,00 alle ore 18,00

[caption id="attachment_581" align="aligncenter" width="300"]
VIvere il Brand Un team senza orientamento non è un team[/caption] Contenuti: - Come individuare le differenze fra noi ed i concorrenti - Brandometro - Linee guida su come creare un Brand - Come coinvolgere i collaboratori a vivere il Brand aziendale per ulteriori informazioni scrivere a: info@selfbrand.it o info@pressandpersonal.com

Seminario Vivere e Far Vivere il Brand

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Dalla customer oriented per arrivare al Brand
Che cosa distingue un marchio da uno simile concorrente? La qualità del Prodotto? Il servizio di eccellenza? e a parità di prodotto e servizio, cos fa la differenza? Si tratta di prezzo? [caption id="attachment_560" align="aligncenter" width="250"]Dalla customer oriented per arrivare al Brand Brand, reputazione e fiducia per crearlo servono 5 regole[/caption] Il marketing è in continua evoluzione, la comunicazione ha assunto un aspetto fondamentale nel proporre il proprio prodotto-servizio. Il successo di un prodotto e servizio è dato da chi decide di acquistarlo. La reputazione e la fiducia in un prodotto o servizio fidelizzano il decisore finale. Questo ed altri aspetti saranno trattati nel Seminario "Non è solo questione di Brand" 17 Aprile 2015 dalle 09,30 alle 13,00 Milano Il Brand non è la marca o il logo dell’azienda. Il Brand è l’emozione che lega il consumatore all’acquisto e soprattutto al riacquisto di un determinato prodotto o servizio. La conoscenza delle associazioni emozionali che fanno i clienti pensando al nome dell’azienda è uno degli strumenti principali, tramite il quale si può attivare un piano strategico di fidelizzazione e quindi di incremento del fatturato. Contenuti: -       Cosa non vuol dire Brand -       Con il Brand aziendale si possono aumentare i fatturati? Analisi di alcuni Case History e relative applicazioni di Brand aziendali -       Dalla Customer Oriented al Customer Service per comprendere e rafforzare il Brand Aziendale -       Come, dove e quando comunicare il Brand Aziendale -       Media Istituzionali e Social Media non tutto serve -       Come coinvolgere e comunicare al proprio Team di lavoro il valore del Brand. "La brochure aziendale, il sito, la pubblicità e le varie promo sono un ottimo mezzo di comunicazione verso la clientela, ma i collaboratori conoscono il Brand dell’azienda? se le persone che lavorano direttamente a contatto con i clienti non conoscono, non sono coinvolti nel vivere e comunicare il Brand ed i valori aziendali, come e cosa comunicheranno? E se loro stessi sono demotivati e non trovano nel lavoro nuovi stimoli, che tipo di messaggio comunicheranno?" (dal libro: Selfbrand, fate di voi stessi un autentico Brand) Per ricevere i contenuti del seminario e per avere ulteriori informazioni scrivere a: info@pressandpersonal.com Relatori: Stefania Salardi - Emanuela Lodolo - Donatella Rampado    

Quando si ha fiducia in un marchio? Seminario

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Programma Lavori
[caption id="attachment_551" align="aligncenter" width="300"]Programma Lavori Commissione Sviluppo Formazione ed Impresa in collaborazione con sezione FIDAPA La Spezia[/caption] La situazione economica e finanziaria, vissuta in questi ultimi anni nel nostro Paese, ha avuto pesanti ripercussioni occupazionali, soprattutto tra la popolazione femminile e giovanile. L’uso dei social network (Linkedin, Facebook, Twitter….) ha visto una crescita esponenziale proprio in questo momento storico di cambiamento e ha coinvolto un numero sempre maggiore di persone, anche di età differenti. Grazie a questo incremento abbiamo visto avvicinarsi alla Rete Social : artisti, professionisti,  micro, piccole, medie e grandi aziende.  Questo mezzo di comunicazione, apparentemente semplice, ha le sue regole:  fare rete fra donne e la formazione possono dare quegli strumenti utili per innovare e rinnovarsi con stile.  Molte più donne si affacciano al “fare o rifare impresa”. Devono quindi fare i conti, al pari degli uomini, con i meccanismi ed i vincoli del mercato e con una crescente competitività,  anche dal punto di vista di efficacia e comunicazione innovativa.  Il workshop è strutturato in: informazione, formazione e networking, per dare, così, strumenti pratici ed immediati di supporto.

     COMMISSIONE NAZIONALE SVILUPPO, FORMAZIONE ED IMPIEGO Responsabile Nazionale Margherita Mazzelli in collaborazione con Sezione La Spezia – Distretto Nord Ovest  Workshop: Micro, Piccole e Medie Imprese Come, quando e perché comunicare social Lunedì 13 aprile 2015 - La Spezia - 

 PROGRAMMA WORKSHOP 
Ore 14,00 Saluti delle autorità Fidapa: Jenny Fumanti         -  Presidente Sezione La Spezia - FIDAPA BPW Italy Margherita Mazzelli -  Responsabile commissione nazionale sviluppo, formazione ed impiego  FIDAPA BPW  Italy RELATORI: Donatella Rampado – Membro della commissione sviluppo formazione ed impiego FIDAPA Distretto Nord-Ovest con il tema : “ BRAND & SELBRAND, il valore del posizionamento e della comunicazione in un mercato che cambia. Stefania Salardi - Giornalista Radio-Televisiva, addetta ufficio stampa della Press & Personal Communication con il tema: “WEB-REPUTATION attraverso l’utilizzo dei social, come distinguersi attraverso i social e come utilizzarli. Manuela Casali – Presidente UCIF (Unione Costruttori Impianti di finitura-Associata ad ANIMA) -Best Practice: L’uso strategico ed operativo dei Social media. Ore 17,45 Chiusura lavori e Saluti Per prenotarsi o per ulteriori informazioni rivolgersi a: 328 1219977    -   327 9345050 FB : FIDAPA LA SPEZIA, YOUNG FIDAPA LA SPEZIA Entrata libera fino ad esaurimento prenotazioni.

Corso di Formazione: Micro, Piccole e Medie Imprese come, quando e perchè comunicare social

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SelfBrand
SelfBrand, Brand, Brand Reputation, Self-Marketing e Web Reputation [caption id="attachment_535" align="aligncenter" width="300"]SelfBrand Primo in Italia ad aver portato la metodologia del Selfbrand, il marchio è registrato.[/caption]  Lo scopo di questo corso è di aumentare il valore del percepito e comprendere con azioni pratiche come misurarle l’aspetto intangibile ed emozionale che crea una reputazione di successo o meno. Le aziende sono fatte di persone e i prodotti ed i servizi vengono acquistate da persone. Un filo di emotività è il comun denominatore che lega i bisogni e le valutazioni “Intangibili” e quindi difficili da comprendere e quantificare.  Attraverso questo percorso formativo la persona avrà ben chiaro il proprio Brand e quello aziendale e potrà usare questa competenza per meglio comunicare e competere.
  • Cosa vuol dire avere un Brand
  • Brand Reputation,  Personal Brand e Selfmarketing come uscirne
  • SelfBrand, come si costruisce
  • Come, dove e quando si comunica il proprio SelfBrand
  • Quando si utilizza l’immagine per rafforzare i contenuti
  • Networking, come rafforzare le reti di contatti utili e come svilupparli
  • Come gestire e mantenere nel tempo il proprio Brand
  • Cos’è la web reputation e perché è importante capirne il significato
  • Definizione dell’asse di interesse: aziendale – professionale – personale
  • Le “leggi” per la gestione della reputazione online
  • Breviario dei social network aziendali
  • Facebook, twitter, linkedin, google+: social network differenti
  • La gestione dinamica della propria presenza sui social network e      social media
  • WB Web Reputation + SEO Search Engine      Optimization + SEM Search Engine Marketing = ROI Return on Investment
  • Mondo Media :radio, television e giornali,      come ci si approccia
Le relatrici sono: Donatella Rampado, prima in Italia ad aver portato la metodologia del SelfBrand, già autrice del libro SelfBrand, fai di te stesso un autentico Bran ed esperta in Brand e Brand Reputation Emanuela Lodolo, esperta di social web reputation e ufficio stampa Stefania Salardi, esperta in giornalismo radio e televisivo Data: 10.04.2015 Durata del corso: 6 ore dalle 09,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 18,30 Sede del corso: MIlano Investimento: euro 260,00 iva esclusa

Corso SelfBrand, Brand, Brand Reputation, Self-Marketing e Web Reputation

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MediaKit per il professionista di successo.
Corso per chi cerca lavoro Non SOLO CV, Come preparare un MediaKit efficace per un professionista Ognuno di noi, nella vita si trova a dover affrontare dei cambiamenti: cambio di lavoro e relativi colloqui di lavoro, crescita all’interno della propria azienda, entrare a far parte di un nuovo network o associazione ed il primo passo o la prima impressione sarà fondamentale. [caption id="attachment_532" align="aligncenter" width="300"]MediaKit per il professionista di successo. Essere consapevoli della propria presentazione e del MediaKit che si lascia ha un valore[/caption] Un MediaKit è composto da diversi documenti deve essere pronto prima di averne bisogno, deve essere aggiornato e deve potersi adattare a seconda del proprio obiettivo e soprattutto  a seconda di chi ci si rivolge come ad esempio un selezionatore, un colloquio di alto profilo, con un fornitore importante, con un cliente importante, un intervista per un giornale, un’apparizione in tv, come relatore ad un evento… . Nel corso verrà spiegato di che cosa è composto un MediaKit efficace , come farlo, come presentarlo e come modificarlo a seconda dell’interlocutore. Le relatrici sono: Donatella Rampado, esperta di SelfBrand, Brand e Brand Reputation Emanuela Lodolo, esperta di social web reputation e ufficio stampa Stefania Salardi, esperta in giornalismo radio e televisivo e selezione delle notizie Società di recruiting con Esperto  Head Hunter Data: 31.03.2015 Durata del corso: 14,30 alle 18,30 Sede del corso: Milano Investimento: euro 210,00

Corso per chi cerca lavoro – Preparazione MediaKit

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Valore Oro, il MediaKit aziendale
MEDIA KIT Come preparare un MediaKit efficace per le aziende [caption id="attachment_527" align="aligncenter" width="300"]Valore Oro, il MediaKit aziendale Un Media Kit aziendale, serve prima di averne bisogno[/caption]     Tutte le aziende hanno qualcosa da dire, come dirlo e quali mezzi utilizzare fanno la grandedifferenza. Un MediaKit è composto da diversi documenti deve essere pronto prima di averne bisogno e deve potersi adattare a seconda del proprio obiettivo e soprattutto  a seconda di chi ci si rivolge come ad esempio un fornitore, un giornale, per un intervista, per la televisione o ad un opinion leader... Nel corso verrà spiegato di che cosa è composto un Mediakit efficace, come farlo, come presentarlo e come modificarlo a seconda dell’interlocutore. Le relatrici sono: Donatella Rampado, esperta di SelfBrand, Brand e Brand Reputation Emanuela Lodolo, esperta di social web reputation e ufficio stampa Stefania Salardi, esperta in giornalismo radio e televisivo Data: 30.03.2015 Durata del corso: 4 ore dalle 09,00 alle 13,00 Sede del corso: Milano Investimento: euro 160,00 iva esclusa

Come preparare un Media Kit aziendale – Seminario

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evento-multilingual-marzo

 MULTILINGUISMO:

UN OPPORTUNITA’ O UN OSTACOLO?

13 e 14 MARZO 2015

COSMO HOTEL, CINISELLO BALSAMO

Dalla teoria all’azione, linee guida per gli educatori che devono affrontare quotidianamente un mondo multilingue e multiculturale

Per la prima volta in Italia si parla di Multilinguismo. Le aziende, la scuola, gli insegnanti e gli stessi alunni hanno continuamente a che fare con persone di diversa provenienza in contesti culturali, sociali e professionali. Diventa quindi indispensabile comprendere questo fenomeno ineluttabile con competenza e professionalità, guardando al futuro.

Nel convegno i relatori apporteranno temi, esperienze, studi ed azioni pratiche per sensibilizzare le istituzioni, le scuole e le aziende nei confronti di un processo di valorizzazione linguistica e culturale.Ci sono ancora molti pregiudizi sul bilinguismo nell’infanzia” dice Antonella Sorace – prof.ssa dell’Università di Edimburgo – “questo atteggiamento porta addirittura a consigliare ai genitori di non parlare la loro madre lingua in casa.”

Eugenia Papadaki, fondatrice e Preside della scuola The Bilingual School of Monza conferma che mantenendo la propria lingua madre e la propria cultura migliorino le capacità di apprendimento. In questi mesi in cui si parla di Expo, un approccio competente e corretto deve diventare essenziale.

 Fra i relatori  d’ eccezione che prenderanno parte al convegno :

-  FRED GENESEE –MCGILL UNIVERSITY MONTREAL – CANADA Celebrazione dell’educazione bilingue a Monza e in tutto il mondo: tiriamo le somme e pianifichiamo il futuro

-  VIV EDWARDS – UNIVERSITY OF READING – UK

Il potere di Babele, il multilinguismo: come un diritto ed una risorsa

-  EITHNE GALLAGHER –  Consulente in ambito educativo-ITALIA

Classi multilingue: la promozione della lingua madre come un diritto, un dato di fatto e una risorsa.

-  ANTONELLA SORACE – UNIVERSITY OF EDINBURGH– UK Il bilinguismo nell’arco della vita: miti, fatti e prospettive

-  DANIELA PERANI – UNIVERSITA’ SAN RAFFAELE – MILANO -ITALYIl cervello Bilingue

-   GRAZIELLA FAVARO – Pedagogista e saggista- MILANO -ITALY

La diversità linguistica nelle scuole: diritto di ciascuno, opportunità per tutti

 -  DINA C. CASTRO – UNIVERSITY OF NORTH TEXAS – STATI UNITI

Multilinguismo e approcci didattici ed educativi nei primi anni scolastici: una rassegna di ricerche

Conferenza Internazionale organizzata da The Bilingual School of Monza in occasione delle celebrazioni per il suo 20° anno di fondazione

 Visita: www.bsmconference.weebly.com

Facebook: International conference on multilingual schools

 Per qualsiasi altra informazione contattare :

 info@pressandpersonal.com

Tel: 347 1226268

CONFERENZA INTERNAZIONALE “MULTILINGUISMO: OPPORTUNITA’ O OSTACOLO?”

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Prima volta i Italia evento Internazionale :"Multilinguismo, opportunità o un ostacolo?"
[caption id="attachment_480" align="aligncenter" width="300"]Perché serve avere una cartella stampa e quando serve Perché serve avere una cartella stampa e quando serve[/caption]

A Milano il 17 febbraio alle ore 14,30 WorkShop

Vuoi che esca un articolo sui giornali che parli di te e della tua attività? Vuoi essere intervistato sui tuoi prodotti e servizi? Vuoi informare il mondo dei social, blog, youtuber .... delle tue iniziative e di cosa fai? Se hai risposto, SI e se pensi che una buona comunicazione possa aiutare il tuo business - Devi sapere come fare e soprattutto devi aver già pronto un Media Kit efficace. Durante il Workshop : Stefania Salardi ti spiegherà cosa osservano è come pensano i giornalisti. Emanuela Lodolo ti spiegherà come approcciarti al web e al mondo social Donatella Rampado ti spiegherà cosa significa Brand, Selfbrand, Personal Brand Per avere ulteriori informazioni sul seminario e per iscriversi: - scrivi: a info@pressandpersonal.com - telefona al numero 335-6453016 - l'investimento previsto è di euro 190,00 a persona A COSA SERVE UNA CARTELLA STAMPA?" In un mondo in cui le informazioni corrono veloci e la capacità di presentarsi al meglio è ormai divenuta essenziale per farsi strada nel mondo del business, sapere come creare una perfetta cartella stampa è un’abilità che può condizionare la buona riuscita di un progetto. E’ vitale che venga redatta con cura: sarà il biglietto da visita dell’azienda. Al suo ...interno si trovano tutte le informazioni relative alle attività dell’azienda stessa o a un evento. In quest’ultimo caso la Cartella Stampa conterrà, ad esempio, un elenco dei partecipanti all’appuntamento, comunicati stampa di eventuali sponsor, un profilo della società organizzatrice, descrizioni di progetti futuri, approfondimenti e dichiarazioni dei dirigenti, che saranno poi riprese e utilizzate per gli articoli, sia sui giornali cartacei che sul web. Questo non vuol dire riempire fogli e fogli di informazioni e testi prolissi. Anzi, più si è essenziali, magari lasciando “parlare” link, video e immagini, spezzando così il testo, più il messaggio sarà facilmente recepibile. Non dimentichiamoci che non è importante solo il contenuto di una Cartella Stampa. Questo strumento ha anche lo scopo di catturare l’attenzione ed essere facilmente consultabile da giornalisti e blogger, figure che, generalmente, ricevono una grande quantità di inviti, segnalazioni e richieste. E’ fondamentale distinguersi! Esteticamente la Cartella Stampa deve essere attraente, con uno stile coerente con il tipo di azienda o l’evento che promuove. I testi dovrebbero avere dei titoli che, da soli, riassumono il contenuto dello scritto, questo perché, spesso, chi riceve questi materiali, tende a dare loro un primo veloce sguardo e a operare una sorta di scrematura. Testi brillanti, un look accattivante e un messaggio chiaro e positivo sono i requisiti fondamentali per uno strumento che colpisca nel segno e faccia si che l’azienda non passi inosservata. P&P    

Perchè serve avere una cartella stampa prima di averne bisogno – WORKSHOP

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gruppo a Form Now1

Come creare una Brand Reputation di successo?  Cos’è la Web Reputation e a cosa serve? Cosa sono e come si usano le PR e l’Ufficio Stampa per una corretta comunicazione?

Sono solo alcuni dei temi che sono stati affrontati e approfonditi durante il seminario che si è tenuto presso la sede di Form Now, a Torino, da Donatella Rampado,  owner di SelfBrand, scrittrice e autrice del libro “Selfbrand, fai di te stesso un autentico Brand”, Emanuela Lodolo, Esperta di Servizio Stampa e Web Reputation e Stefania Salardi, giornalista e autrice radio televisiva.

“Servono molte buone azioni per costruire una buona reputazione, e ne basta una cattiva per perderla. La frase, pronunciata da Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, rappresenta molto bene l’importanza di presentare se stessi e il proprio business in modo impeccabile e di mantenere poi efficacemente questa reputazione. Grazie all’interazione con il pubblico, che ha arricchito l’evento raccontando esperienze, difficoltà e successi ottenuti attraverso il mondo dei media e dei social network, l’incontro è diventato un’occasione per fornire linee guida fondamentali per apprendere come costruire e gestire la propria immagine e quella della propria azienda on line e come  interagire con il mondo giornalistico, promuovendo così il proprio business, senza perdere tempo, sprecare energie e rischiare un effetto boomerang nella comunicazione.

FORM NOW, TORINO: “BRAND, SELF BRAND E WEB REPUTATION”

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   News

[caption id="attachment_852" align="alignleft" width="219"]
Venerdì 1 aprile, nella splendida sede di Palazzo Cusani, a Milano, si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne  imprenditrici e libere professioniste,  che potranno confrontarsi e fare networking,  all’insegna del business etico.  Venerdì 1 aprile, nella splendida sede di Palazzo Cusani, a Milano, si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne
imprenditrici e libere professioniste,
che potranno confrontarsi e fare networking,
all’insegna del business etico.[/caption]

Il 1 aprile 2016, nella splendida sede di Palazzo Cusani, in via Brera 13-15 a Milano, a partire dalle 16.30,  si terrà un incontro gratuito dedicato a tutte le donne imprenditrici, manager e libere professioniste, che potranno confrontarsi e fare networking, all’insegna del business etico.

Il 1 aprile, nella prestigiosa sede di palazzo Cusani, a Milano, imprenditrici e manager si incontreranno per un evento gratuito dedicato al networking e al BtoB fra donne, organizzato dalla Sezione di Milano di FIDAPA (Federazione Italiana Donne, Arti, Professioni e Affari), che conta circa 12mila associate in tutta Italia ed è affiliata alla BPW (Business Professional Women Internazionale). Un incontro nato dall’idea della Past President Laura Caradonna e della Presidente Alga Rossi, nel segno della continuità del progetto Expo BTOB WOMEN IN ETHIC BUSINESS, convegno che l’anno scorso ha ottenuto un grande successo e la cui linea guida, come accade anche per questo appuntamento, consiste nel coniugare la leadership al femminile con le logiche del business, sempre senza perdere di vista l’etica lavorativa. A moderare e condurre l'incontro l’esperta di marketing e comunicazione Donatella Rampado, Consigliera della Sezione Fidapa di Milano e autrice del libro “Selfbrand l’Evoluzione”, edito da Franco Angeli. L’incontro è dedicato a libere professioniste, manager ed imprenditrici. Si consiglia alle partecipanti di portare il proprio mediakit (biglietto da visita, brochure, presentazione aziendale…) Per partecipare è necessaria l’iscrizione. Scrivere a info@selfbrand.it Per ulteriori informazioni: www.pressandpersonal.com www.facebook.com/pressandpersonalcommunication/?ref=hl http://www.btobexpo.it/   http://fidapa.org/index.php/eventi/246-incontro-di-leadership-e-btob-women-in-ethic-business http://fidapa.org

IMPRENDITRICI E MANAGER SI INCONTRANO TRA BUSINESS ED ETICA

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Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune.
  [caption id="attachment_840" align="alignleft" width="300"]Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune. Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune.[/caption] Ormai la parola “hashtag” è entrata nel linguaggio comune. Il famoso “cancelletto” è uno strumento prezioso che categorizza un argomento di conversazione sui social network, perché gli utenti possano trovare più facilmente i messaggi e i contenuti ad esso legati. La parola deriva dall'inglese hash, che significa appunto “cancelletto” e tag, cioè “etichetta”. Gli hashtag rendono, ad esempio, i tweet, le immagini su Instagram o i post su Facebook rintracciabiliconnotano argomenti popolari, possono essere posizionati in qualsiasi punto della frase e vanno scritti senza lasciare spazi tra le parole, nel caso siano formati da più termini (ad esempio #modamaschile). Ecco qualche suggerimento per fare si che il loro utilizzo sia realmente efficace. - Gli hashtag vanno usati con moderazione; non riempite un testo di cancelletti, che renderebbero la lettura fastidiosa. - Createli, se possibile, con parole che siano facili da capire, immediate e con poche lettere. I termini contrassegnati dal cancelletto devono semplificare la ricerca degli utenti e rendervi visibili. Meglio, dunque, che siano brevi e semplici. - Attenzione a non inserire, tra le parole che formano l’hashtag, segni di punteggiatura, che, di fatto, lo “spezzerebbero”, esattamente come avviene con lo spazio. - E’ consigliabile usare hashtag già affermati, coerenti naturalmente con l'argomento di cui stiamo scrivendo, per avere più possibilità di farci trovare sui vari social media. - Twitter è un social network veloce, immediato e all’insegna della sintesi; due hashtag possono essere sufficienti, anche perché, secondo alcuni studi, un numero maggiore di parole contrassegnate dal cancelletto, abbassa l’attenzione e la voglia di interazione degli utenti. - Gli hashtag sono importantissimi anche su Instagram, per  raggruppare e categorizzare immagini simili. Ricordate che chi cerca foto di gatti, ad esempio, digiterà molto probabilmente #gatti o #gattini, quindi scegliete parole dal significato immediato, senza inventare hashtag troppo lontani dal contesto, fantasiosi o poco rilevanti. I termini contraddistinti dal cancelletto sono elementi chiave per comunicare attraverso il web e rendere i propri contenuti visibili, vale la pena sceglierli con cura. "Più elaborati sono i nostri mezzi di comunicazione, meno comunichiamo" Joseph Priestley (chimico e filosofo inglese)  

HASHTAG: COME, DOVE E PERCHE’

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[caption id="attachment_808" align="alignleft" width="1280"]Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata. Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata.[/caption]

Un’idea vincente, se promossa e supportata nel modo corretto, può davvero cambiare la vita di milioni di persone, oltre, naturalmente, a quella di chi l’ha pensata. Il mondo delle start up di successo, molte delle quali italiane, è sempre più ampio e caratterizzato da una forte innovazione, grazie a progetti talvolta semplici, eppure geniali, che toccano gli ambiti più vari: dal turismo, all’alimentazione, alle energie rinnovabili, ai trasporti, fino al design.

Sono oltre cinquemila quelle “made in Italy”, nate soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna e molte di queste stanno riscuotendo un notevole successo in tutto il mondo, tanto da fare gola anche a colossi aziendali che se le contendono sborsando, a volte, milioni di euro.

Un esempio di grande successo in questo senso è la Gp Renewable, start-up del 20enne salentino Gianluigi Parrotto, che ha ideato piccole turbine eoliche da installare sui tetti. L’azienda, l’anno scorso, è stata rilevata per 5,5 milioni di euro da quattro investitori americani che rappresentano la società Air Group.

Forse non tutti sanno che anche il famoso portale Facile.it, che permette di comparare, tra l’altro, tariffe assicurative, telefoniche e bollette di luce e gas, nasce dall’intuito di due italiani: Mauro Giacobbe e Angelica Pellizzari. Una start up che, nel 2014, è stata comprata al 75% da Oakley Capital, per 100 milioni di euro.

A questo punto è inevitabile chiedersi: quanto contano il web e i social network per fare conoscere i propri progetti e idee innovative? Facebook, Twitter, Instagram, Google+, Pinterest, Snapchat, sono sempre di più le imprese, che siano start up o aziende già strutturate, che ne fanno un uso massiccio, per avvicinarsi ai consumatori, presentare loro nuovi prodotti e conoscerne l’opinione in merito. I social media sono ormai uno strumento che è impossibile ignorare nel mondo del business, un mezzo efficace e capillare per raggiungere il grande pubblico. Sapersi muovere nel mondo del web (quali messaggi veicolare, come farlo, come gestire eventuali domande o attacchi, quale grado di “diplomazia” serve) non basta; il primo passo è stabilire obiettivi chiari per evitare di perdere tempo e di agire in modo troppo dispersivo. Impegno, idee e scopi ben definiti, uniti a una conoscenza legata al mondo dei social media, sono gli ingredienti base per il successo.

Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta. (Milton Berle, comico, attore, conduttore televisivo americano)          

IDEE VINCENTI, OBIETTIVI CHIARI E SOCIAL MEDIA

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        [caption id="attachment_803" align="alignleft" width="1280"]Sono sempre di più le aziende che decidono di sfruttare i social network per comunicare e interagire con i propri clienti e con il pubblico in generale. Sono sempre di più le aziende che decidono di sfruttare i social network per comunicare e interagire con i propri clienti e con il pubblico in generale.[/caption]       Fino a non molti anni fa, quello di internet e dei social network sembrava un mondo distante dal business e dalle attività aziendali. Quando si consigliava a un manager di investire nella comunicazione sul web, non era strano sentirsi rispondere “no, grazie, è uno strumento che non ha futuro”. Parole che ora suonano come anacronistiche e incredibili, eppure la percezione era quella di un universo legato al divertimento, allo svago, ma molto “inconsistente” dal punto di vista delle possibilità di espansione. L’Osservatorio IULM sui Social Media ha svolto recentemente la sua quarta ricerca sul mondo dei social network evidenziando, ancora una volta, quanto i tempi stiano cambiando. Tra il 2013 e il 2015, infatti, la percentuale di imprese che sfruttano almeno un social media per comunicare e farsi conoscere è cresciuta dal 64% al 73%. La differenza, in questo caso, la fanno le piccole e medie imprese. Per chi lavora nel campo degli uffici stampa e delle pubbliche relazioni, è sempre più evidente come altri canali, ad esempio YouTube, LinkedIn, Instagram e Twitter, stiano acquisendo importanza, affiancandosi al colosso Facebook. Sono sempre di più i clienti che chiedono attività di comunicazione attraverso questi social, ormai famosi e usati dalla grande maggioranza degli utenti. Naturalmente è importante, nel momento in cui, per lavoro, si decide di aprire uno o più profili, non solo curarli e aggiornarli con continuità (pensate al senso di abbandono che trasmette la pagina Facebook di un’azienda, il cui ultimo aggiornamento risale anche solo a due settimane prima) ma creare contenuti che siano vincenti e diano un’immagine positiva della propria attività. Non dimentichiamo che questi strumenti servono per “comunicare”, quindi i messaggi trasmessi non possono essere solo autoreferenziali, è necessario che ci si prenda la responsabilità di interagire con i clienti o potenziali tali, con competenza e professionalità. I social network possono diventare dei veri e propri boomerang se non se ne conoscono le regole, perché ogni risposta sgarbata, frettolosa o poco appropriata può essere condivisa e diffusa, coinvolgendo anche altre persone in una discussione, che rischia di minare la reputazione dell’azienda. Ecco perché è sempre consigliabile avere un professionista che si occupi con costanza e competenza della gestione della parte comunicativa. Il mondo del web è pieno di opportunità, basta saperlo gestire.  

SOCIAL E AZIENDE: UN MATRIMONIO CHE FUNZIONA

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  speech-1015285_1920     Parlare in pubblico per alcuni costituisce uno dei peggiori incubi. Anche chi non è particolarmente timido o insicuro può diventare preda dell’ansia se deve esporre argomenti davanti a un pubblico, soprattutto se numeroso. Ci sono però alcune regole che possono aiutare a gestire la propria insicurezza, rendendo l’intervento chiaro ed efficace.  La prima, più ovvia, ma spesso ignorata, è quella di allenarsi a casa. Certo non è possibile avere un pubblico a disposizione per testare le nostre capacità, ma possiamo comunque lavorare sul nostro discorso, sulla sua durata e sulla postura.   Se avete un quarto d’ora a disposizione, cronometratevi, in modo da non dovere stare attenti poi al tempo che passa, chiedendovi, magari, se siete in ritardo o per non essere interrotti dal moderatore, a volte con gesti, da dietro le quinte, che possono deconcentrarvi. Guardatevi allo specchio e osservate mentre parlate, se tendete ad avere alcuni atteggiamenti che possono distrarre o infastidire chi vi guarda, come oscillare o toccarvi di continuo i capelli o i vestiti. Siate vigorosi e parlate a voce alta. Lo scopo è duplice: innanzitutto non annoierete il vostro pubblico, ma gli trasmetterete energia e vivacità e darete l’impressione di essere sicuri di voi e determinati. Rispettate le pause del vostro discorso. Non state facendo una gara, prendetevi il vostro tempo e date enfasi alle parole, fermandovi per due o tre secondi, mentre parlate, se ritenete che possa essere d’effetto. Guardate le persone che vi ascoltano. Non abbiate paura e fate sentire il pubblico coinvolto, guardando alcuni di loro. Se il tema dell’intervento lo permette, sorridete mentre parlate. Chiedete un’opinione sincera. Provate il discorso insieme a qualcuno che vi dica se il vostro intervento è interessante, se è troppo lungo, troppo breve, se è chiaro o fumoso e come è l’esposizione.  Molti imprenditori, artisti o persone che devono parlare in pubblico per lavoro chiedono aiuto a un ufficio stampa, che di solito ha esperti in grado di allenare e preparare il cliente per un’esperienza simile e studia anche con lui argomenti e modalità di esposizione. “E’ difficilissimo parlare senza dire qualcosa di troppo” (Luigi XIV)

PARLARE IN PUBBLICO: LA GRANDE PAURA

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Schermata 2015-12-01 alle 12.04.57Come posizionarsi online? Come essere riconosciuti quali punti di riferimento nel proprio mercato e di conseguenza aumentare i contatti e le vendite? Qualsiasi sia il tuo business ad oggi non è ammissibile ignorare tutti i vantaggi che derivano dall’utilizzo della rete: c’è già chi ti sta cercando ogni giorno e se tu non ci sei qualcun altro si prenderà i tuoi clienti e profitti, è quindi fondamentale conoscere la reale potenza comunicativa della rete. Per farlo bisogna conoscerne gli strumenti così da essere ben posizionati e visibili: essere riconosciuti ed acquisire fiducia nel proprio target di riferimento, permette di avere una maggiore autorevolezza e credibilità oltre ad un’alta visibilità del proprio marchio. Tutto questo porta alla naturale crescita di contatti e di vendite, che segnano l’incremento economico del tuo business.

Non si può ignorare la rete

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Bisogna saper calcolare il costo di un cliente nuovo
esempio di calcolo su un nuovo cliente
 

Sebbene l’Italia, al contrario di altri paesi del mondo, non mostri un grande entusiasmo per gli acquisti on line (solo il 16% degli italiani, infatti, compra abitualmente su internet) gli studi dimostrano che questa tendenza sta per cambiare e l’e-commerce sarebbe sul punto di prendere piede in modo massiccio anche da noi.

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Team or Director discussing during a break the scene direction on set of a commercial video production or reportage at a screen Per sviluppare l'impatto e-commerce servono PR e Ufficio  Stampa[/caption]

Quali sono gli elementi che spingono il potenziale acquirente a comprare on line? Secondo una ricerca di Brightcove, una delle piattaforme più famose per la pubblicazione e distribuzione online di video professionali, proprio i video sono un elemento essenziale in questo senso. I contenuti multimediali in generale, stando a questo studio, sarebbero in grado di spingere un italiano su due ad affidarsi al web per gli acquisti.

Ormai bisogna anche tenere conto del fatto che il computer, portatile o fisso, è solo uno dei dispositivi usati per navigare. Spesso si utilizzano smartphone, tablet e, contemporaneamente, si guarda la tv. Video e contenuti simili sono in grado di dare all’utente un’idea più precisa e “concreta” di ciò che si appresta a comprare, di qualsiasi articolo si tratti.

Generalmente, infatti, i dubbi relativi all’acquisto sul web riguardano proprio l’impossibilità di testare personalmente ciò a cui si è interessati. Se in un negozio di abiti possiamo toccare e provare i capi, on line questo non è possibile, ma si può ricreare questa esperienza attraverso contenuti ad hoc.

Non tutti sono in grado di produrre filmati di qualità, che diano davvero un valore aggiunto ai propri prodotti o alla propria attività. Video curati e appropriati al target di riferimento sono alla base del successo. Qui entra in gioco l’ufficio stampa, che, tra i vari compiti, si occupa anche di creare contenuti multimediali e testuali accattivanti.

Non solo le immagini parlano, ma anche i testi che le accompagnano, un mix vincente per fare risaltare davvero il proprio prodotto e fare si che resti impresso nella mente del pubblico.

La comunicazione avviene quando, oltre al messaggio, passa anche un supplemento di anima” (Henri Bergson)

 

VIDEO E CONTENUTI MULTIMEDIALI CONQUISTANO IL PUBBLICO

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Per ottenere una buona posizione nel tuo settore di riferimento, la cosa principale da fare è quella di aggiungere valore al tuo servizio: non si può contattare per la prima volta una persona online e proporre subito una vendita. Schermata 2015-12-01 alle 13.17.11Quello che bisogna fare è instaurare una relazione a lungo termine partendo col “regalarle” il tuo valore. L’OTP-In , ovvero la strategia di base alla quale si portano le persone verso il proprio sito e le si invita a scaricare del materiale gratuito in cambio del loro indirizzo mail, non funziona più così tanto bene: le persone sono stanche persino di ricevere “cose gratis”. Quello che si cerca è il valore.

Parola d’ordine: Valore

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Networking Smart
Networking Smart Se avete un progetto innovativo che volete realizzare, ma non sapete dove trovare i soldi, sappiate che la rete può darvi una mano.  Avete mai sentito parlare del crowdfunding? Il termine nasce dalla fusione fra le parole “crowd” (folla) e “funding” (finanziamento) e sta diventando ormai uno strumento che racchiude innumerevoli possibilità. Come funziona? Lanciate la vostra iniziativa on line, utilizzando i siti dedicati (ce ne sono di diversi tipi); se gli utenti valutano positivamente il progetto, potranno dare il loro contributo e le donazioni permetteranno alla vostra idea di vedere la luce. Questo tipo di micro finanziamento dal basso può sostenere qualsiasi tipo di prodotto, dalle organizzazioni che aiutano le popolazioni in caso di disastri naturali, a progetti di ricerca scientifica, ma possono riguardare anche start-up di vario tipo. Naturalmente ci sono altri elementi che concorrono poi al successo di un progetto di una società o di un’organizzazione, come un’accorta ed efficace comunicazione sui social network e attraverso i media, che si ottiene con l’aiuto di un’agenzia stampa.  Proprio in ambito imprenditoriale il web è diventato una risorsa di inestimabile valore, perché consente alle imprese di contattare direttamente potenziali finanziatori. In realtà il crowd funding non è legato solo al denaro. Dalla “crowd”, infatti, possono arrivare anche idee e consigli preziosi per l’avvio di un progetto. Per comprenderne l’importanza, basti pensare che ogni anno, circa mezzo milione di progetti si concretizza proprio grazie a questo modo di finanziarsi. Il crowdfunding, per la verità, non è nato con internet.  Alla fine dell'Ottocento la rivista The World, di proprietà di Joseph Pulitzer,  potente editore  e politico, da cui prese il nome  il famoso premio giornalistico, lanciò una raccolta di fondi per finanziare il piedistallo e l'istallazione della Statua della Libertà, perché fino a quel momento era stata raccolta solo la metà dei 300mila dollari necessari.  Un sostenitore eccellente del crowdfunding è il presidente americano Barack Obama che ha pagato parte della sua campagna elettorale proprio grazie alle donazioni degli elettori.  

CROWDFUNDING: FENOMENO SEMPRE PIU’ DIFFUSO CHE PREMIA LE BUONE IDEE

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Il Mailing per generare contatti: sai come finziona oggi? Schermata 2015-12-01 alle 12.50.01Oggi è necessario lavorare molto di più rispetto anche solo pochi anni fa per ottenere nuovi contatti. Questo accade perché oggi tutti noi, e quindi anche i nostri potenziali clienti, riceviamo troppe informazioni fuori target… troppe “Mail Spazzatura”. Ecco perché dalle newsletter testuali si è passati a quelle corredate video caricati su Youtube, così quando l’utente cerca altre informazioni sul tuo contenuto all’interno di Youtube, attraverso le parole chiave, la piattaforma farà vedere per primi i video dei tuoi aggiornamenti… lo sai che Youtube è il secondo motore di ricerca utilizzato al mondo? Hai mai pensato ai video? - See more at: http://www.giuseppearditi.com/2015/09/come-funziona-il-mailing/#sthash.AHmRSOyK.dpuf

Mio caro vecchio mailing

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016132-massmedia
016132-massmedia     Il fatto che il mondo sia in continua e rapida evoluzione è ormai sotto gli occhi di tutti. Si tratta di cambiamenti concreti che riguardano gli ambiti più disparati, dalle comunicazioni, al modo di spostarsi, al lavoro. Ci sono infatti professioni di cui si parla con sempre più frequenza, professioni che fino a qualche anno fa sarebbero sembrate piuttosto bizzarre, ma che implicano conoscenze e abilità indispensabili in un futuro nemmeno troppo lontano. Tra queste ad esempio troviamo gli ingegneri di stampa in 3D, in grado di creare oggetti più o meno complessi, che vanno dagli elementi di arredo a strutture di accoglienza in caso di emergenze. La tecnologia si rivelerà sempre più utile anche tra le mura di casa, dove sarà sempre più comune trovare un assistente robotico. Non servirà però solo a pulire o svolgere le classiche mansioni, ma potrà essere usato anche per lavori più delicati, come assistere gli anziani, garantendo privacy e discrezione. Ci saranno dunque ingegneri ed esperti che dovranno ideare L’allungamento medio della vita presuppone anche un cambiamento delle esigenze e dei desideri delle persone, che non solo avranno la possibilità di avere un robot come assistente o badante, ma anche di vivere riassaporando i ricordi più belli. Questo è il campo dello “scenografo dei ricordi”, in grado di costruire ambienti in cui immergersi, come fosse un film, con stimoli tattili, sonori e visivi. Uno svago che potrebbe anche essere impiegato come una vera e propria terapia, viste le reazioni positive che un bel ricordo può scatenare in tutti noi. Altra professione interessante è l’”Esperto di benessere aziendale”, forse una delle specializzazioni di cui si sente maggiormente  la necessità, considerando anche il carico di stress che può derivare da un luogo di lavoro difficile. La persona sarà sempre più “mobile” e indipendente e le aziende dovranno fare a gara per offrire un ambiente soddisfacente e stimolante ai loro professionisti. A proposito di aziende e imprenditori, sono sempre di più i professionisti che decidono di raccontare la loro storia. Scegliere di fissare nel tempo ricordi ed esperienze sia private che lavorative può avere uno scopo strettamente personale, per mettere nero su bianco, rivivendola in qualche misura, la propria esistenza fino a quel momento, ma anche uno scopo più “divulgativo”.  Parlare della propria carriera, ad esempio, raccontando la gavetta, le fatiche, le delusioni inevitabili, ma anche i successi e le soddisfazioni raggiunte attraverso impegno e lavoro può essere una spinta per chi decide di intraprendere quella specifica carriera e un utile “manuale di istruzioni”. E’ qui che entra in gioco il “Media Specialist”. Perché questo tipo di comunicazione non deve presupporre necessariamente un libro, può essere raggiunta attraverso un lavoro sulla propria immagine, i social network, un sito o un blog. Ognuno di questi ambiti però va curato da qualcuno che sappia esattamente come gestire un social network, con tutte le sue regole e le sue potenziali trappole, uno strumento che appare diverso ad esempio, da un sito o da un blog. #media #futuro #aziende #tecnologia #3D #sviluppo

I MESTIERI DEL FUTURO

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team building
Vuoi avere successo con la tua azienda? Valorizza i tuoi dipendenti Non è un buon prodotto, o un buon servizio, a decretare il successo dell’azienda. Occorre puntare su una variabile che davvero può fare la differenza: la valorizzazione del Team di lavoro. [caption id="attachment_663" align="aligncenter" width="300"]team building team business people[/caption]   Capire questo punto è essenziale: le persone che quotidianamente si impegnano in azienda sono il volano per il suo successo. Fidelizzare loro, molto prima che fidelizzare i clienti, diventa strategico. Sono infatti persuasa che il lavoratore non debba lavorare per un'azienda o per il “capo”, ma debba sentire di essere appartenente e di poter contribuire, con il suo operato, alla crescita e allo sviluppo dell’azienda come se gli appartenesse. La reputazione di un’azienda come “ottimo posto in cui lavorare” non viene costruita solo dagli emolumenti, ma anche da ambienti e servizi forniti, elementi capaci di rendere gradevole il lavoro quotidiano. Il ragionamento non vale solo per le multinazionali, né per le aziende di grande dimensione. Anche nel nostro Paese ci sono esempi di realtà che hanno saputo “coccolare” le proprie risorse, dedicando attenzioni di vario genere (la salute, i buoni spesa, l’asilo nido, la palestra e l’istruzione). Si pensi per esempio all’azienda Parigi Spa di Villasanta Monza-Brianza (www.parigispa.it), che ha organizzato un’accogliente sala lettura e relax organizzato un maggiordomo aziendale e attivato un progetto ad hoc di responsabilità sociale che ho avuto modo di ascoltare durante l'evento Milanese in occasione di Expo "BtoB Women in Ethic Business" organizzato dalla FIDAPA sezione di Milano.  Oppure a Microsys di Milano, che ha stabilito orari flessibili per l’entrata e l’uscita e consentito il lavoro occasionale da casa. Ristopiù Lombardia SpA che ha creato con i collaboratori un manifesto Etico che coinvolge tutti gli Stakeholders...Se volete conoscere altre aziende che hanno saputo innovare la relazione coi dipendenti, potete attingere al capitolo V del mio libro “5 modi efficaci per crescere”, http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1796.233 Per partire: - Analisi clima Aziendale - Programma lavori per correggere situazioni interne non etiche - Programma formazione per creare cultura d'impresa e competenze con attenzione nel creare dei gruppi di lavoro Team Working e costruendo un efficace Team Building - Programma riunioni per valutazione e fortificazione cultura e buone praxi NB: non ci sono collaboratori vecchi, ci sono collaboratori non formati e non coinvolti emozionalmente. Testo liberamente tratto da “5 modi efficaci per crescere-Dalla customer care al customer service”, Donatella Rampado, FrancoAngeli, 2011

Il successo? è questione di Team

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stefania salardi women ethic
stefania salardi women ethic     di Stefania Salardi In un momento come quello che stiamo vivendo, economicamente complesso, Fidapa BPW Italy, la sezione di Milano, guidata dalla presidente Laura Caradonna, ha ideato e organizzato il convegno “B to B Women in Ethic Business”, un appuntamento che permetterà a professioniste e imprenditrici di ogni settore, di conoscersi e confrontarsi, scambiandosi opportunità, in altre parole, di “fare rete”, attività ormai essenziale per avere successo ed espandere il proprio business, in questo periodo di profondi cambiamenti e incertezze. Al convegno interverranno rappresentanti nazionali e internazionali della Federazione Donne Arti Professioni e Affari. Laura Caradonna, presidente Sezione Milano,Anna Lamarca Presidente F.I.D.A.P.A. BPW Italy, Yasmine Darwich (Messico),President BPW International, Amany Asfur (Egitto) 1st VP BPW International, Karin Raguin (Francia), BPW Regional Coordinator Europe, Luisa Monini BPW International Health Committee Chairperson. Partnership di sicuro rilievo è quella realizzata con l’Associazione AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda. Filo conduttore del convegno sarà un principio coraggioso e spesso dimenticato:quello dell'Etica. Un concetto, questo, che si sposa perfettamente con l'anima di Expo 2015. L'Esposizione Universale, infatti, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, permetterà a oltre 140 paesi del mondo di presentare soluzioni, per garantire cibo sufficiente e di qualità a tutte le popolazioni, rispettando il pianeta. Questa presa di responsabilità si deve riflettere anche sul mercato del lavoro, che necessita ormai di un radicale cambio di rotta. Per questo gli incontri e i seminari legati a “B to B WOMEN IN ETHIC BUSINESS” puntano a definire innanzitutto cosa sia l'Etica e a stabilire come applicarla al mondo imprenditoriale. Sempre in linea con Expo 2015, l'evento organizzato da F.I.D.A.P.A. BPW Italy prevede anche uno spazio espositivo. Dal 25 Giugno al 1 Luglio 2015, in Via Tortona 32, a Milano, presso lo Store delle Eccellenze, si terrà “IMV Italian Makers Village” per promuovere ad un pubblico di visitatori mondiale le realtà e i prodotti dell'eccellenza artigianale italiana. A margine del convegno sarà possibile anche prendere parte a workshop e ai cosiddetti “Matching”, cioè incontri programmati tra socie e imprenditori nazionali ed internazionali, durante i quali ampio spazio verrà dato ai progetti e alle Start Up delle partecipanti. A questo proposito, presso l'Hotel Klima, sempre a Milano, il primo in città totalmente ecosostenibile, il Laboratorio Alchemico Fidapa organizza il progetto di crowdfounding “Spring Makers” , che punta a dare una forte risonanza pubblica alla creatività Made in Italy, in occasione di Expo 2015. SpringMakers dà la possibilità di esporre progetti di arte e design, all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità, con l’obiettivo di attrarre l’attenzione di possibili finanziatori su queste Start Up.

LE DONNE PORTANO L’ETICA NEL BUSINESS

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cambiamento
Per abituarsi al cambiamento, occorre accettare di “rimescolare le carte”. E provare a ragionare “low-cost” [caption id="attachment_649" align="aligncenter" width="300"]cambiamento Vedere lontano con pensieri low cost[/caption]   Per agevolare il cambiamento della propria azienda, si può attingere alle esperienze di chi ha già vissuto questi momenti, e ha agito con creatività e rompendo gli schemi . Richard Branson, CEO della Virgin, ha raccontato: “Nei primi tempi della Virgin, ogni qualvolta il numero di dipendenti di una nostra azienda raggiungeva quota 100, convocavo il vice amministratore delegato e il vice responsabile marketing e dicevo loro che da quel momento erano rispettivamente l'amministratore delegato, il responsabile commerciale e il responsabile marketing di una nuova società”. Una delle opzioni più difficili è quella di ristrutturare l’azienda in piccolo, creandone magari altre due sinergiche, interdipendenti e altamente specializzate. Se il cambiamento genera fermento nel mercato, attuiamolo! Nel momento in cui si cambia o si inserisce innovazione si crea fermento, si rivitalizza e si stimola l'interno dell'azienda ed il mercato esterno. Questo genera azioni positive e difficoltà che vanno previste. Un nuovo prodotto o servizio possono aggiungere  quel "quid" in più che genera valore percepito, valore in reputazione  e giustificare così l’eventuale aumento dei prezzi di prodotti e servizi. La ristrutturazione porterà a migliorare la formazione e l’organizzazione del personale. I membri dello staff rimasti saranno maggiormente motivati e avranno la possibilità di esprimersi meglio. Sarà più facile essere orgogliosi dei traguardi raggiunti, e i successi personali saranno meglio individuabili e premiabili. Lo spirito di squadra sarà forte e tutti si sosterranno e si aiuteranno perché si sentiranno parte di un gruppo e la flessibilità sarà ai massimi livelli, aspetto che in una grande azienda diventa impossibile a mano a mano che le sue dimensioni si estendono, perché si è ostacolati dalla lentezza dell’apparato burocratico. SUGGERIMENTI LOW-COST
  • non preoccupatevi di chi si lamenta (ce ne sono sempre) o sono del gruppo o se vogliono possono uscire dal gruppo.
  • accettate solo suggerimenti che portano benefici al progetto
  • allontanate  da voi  chi si lamenta impiegandoli in altre azioni standard di routine e chiedetegli performance e traguardi stimolanti (avrà così meno così tempo per rallentare gli altri e togliere a voi energia)
  • create dei pilot test sui nuovi prodotti e servizi per attuare corrette verifiche e non rischiare investimenti
  • selezionate attorno a voi solo qelle persone che hanno tendenza a risolvere problemi e non a crearli.
  • non invalidate le idee, verificatene l'efficacia
Testo liberamente tratto da “5 modi efficaci per crescere-Dalla customer care al customer service”, Donatella Rampado, FrancoAngeli, 2011

Cambiamento Low-Cost

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La forza dei piccoli
Piccole, grandi… l’Italia non deve cercare, per le sue aziende, una nuova identità. [caption id="attachment_644" align="aligncenter" width="300"]La forza dei piccoli Micro, piccole e medie aziende in Italia[/caption]   Tutto è già scritto, nelle performance e nei numeri delle piccole e grandi aziende italiane. È sufficiente osservare il mercato. Ricordando però che un buon manager sa quando è il momento di ritarare gli obiettivi Più del 90% delle attività economiche del nostro Paese è costituita da piccole e medie imprese (Pmi). Per essere vincenti, anche in un contesto economico turbolento, occorre puntare su elementi quali l’eccellenza, il servizio e la qualità. La Ferrari è un buon esempio in quanto unica, riconoscibile e tecnologicamente innovativa. Ma non è la sola: in Italia vivono diverse aziende di questo genere, leader di mercati di nicchia che esportano anche fino al 70% del fatturato. La maggior parte degli imprenditori italiani, da sempre, ha reinvestito nel futuro della propria azienda, e questo è un dato alla portata di tutti e è un’informazione da non sottovalutare. Uno studio della Fondazione Edison ha “scovato” 1.022 nicchie di eccellenza, per un valore complessivo di esportazioni pari a 235 miliardi di dollari. I settori sono i più disparati, e vanno dalle macchine per l’agricoltura agli alimentari, dal caffè ai vini, dall'arredo alla moda, alla carta, ai prodotti metallurgici e per l’edilizia e così via. Attenzione, però: le aziende italiane, per emergere, necessitano di formazione organizzativa e di sostegni reali per il supporto e lo sviluppo del made in Italy. E devono avere ben chiaro che il contesto nel quale si muovono è, sempre, fortemente “liquido”. Ecco perché sostengo fermamente che, per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo delle proprie aziende, gli imprenditori e i manager devono essere disposti, se necessario, a cambiare rotta. Testo liberamente tratto da “5 modi efficaci per crescere-Dalla customer care al customer service”, Donatella Rampado, FrancoAngeli, 2011

La forza dei piccoli, PMI in Italia

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come mi vesto 2

In certi ambiti lavorativi vi può capitare di dover prendere parte a una conferenza stampa o a un convegno, non come spettatore ma in qualità di relatore o moderatore. Al di là dell'emozione che un appuntamento simile può comprensibilmente suscitare, si tratta di un'ottima occasione per sfoggiare un look perfetto, con un pizzico di creatività.

Anche qui, come in qualsiasi occasione formale, ci sono alcune regole base da seguire per non sembrare un pesce fuor d'acqua. Si possono, però, applicare i dettami richiesti dal contesto in cui ci si trova, senza omologarsi e apparire banali e “trasparenti” in mezzo alla folla. La nostra linea guida deve essere, come sempre, il buon senso, ma diamo uno sguardo ad alcune indicazioni, che possono essere di aiuto e ispirazione:

  • se volete andare sul sicuro, optate per un tailleur nero, un passepartout con cui potete affrontare ogni evento senza sfigurare.

  • Sotto potete indossare, ad esempio, una camicia con una fantasia a microrighe o piccoli pois. Potete anche impreziosire e“sdrammatizzare” un tailleur, o un abito formale, con un gioiello o un foulard che diano un tocco di originalità.

  • Se scegliete una collana importante, di solito è meglio evitare di indossare orecchini vistosi, per evitare un effetto ridondante. Viceversa, un paio di orecchini appariscenti, come quelli a chandelier, ad esempio, non necessitano la presenza di una collana.

  • Argomento scarpe. Tutte noi abbiamo sognato di correre per la città indossando un tacco 12 con la stessa disinvoltura e apparente comodità di Carrie Bradshow in “Sex and the City”. Purtroppo la verità è che spesso i tacchi sono scomodi e i piedi, dopo alcune ore, gridano vendetta. Nessun problema. Uscite di casa con un paio di scarpe basse, come delle ballerine o dei mocassini, portandovi dietro quelle che userete durante il convegno o la conferenza.

  • A questo proposito, un consiglio che mi sento di dare, forse banale ma che spesso non viene considerato, è: evitate scarpe e abiti nuovi. A volte non potete sapere con certezza se questi capi sono effettivamente comodi, anche dopo un’intera giornata. Testateli prima, indossandoli anche solo una volta.

  • Optate per un trucco che evidenzi i vostri punti forti e portatevi sempre in borsa una trousse per ritoccare il make up, soprattutto se dovete poi posare per le foto di rito. Al momento di farvi ritrarre, potete sottolineare con un po’ più di decisione il trucco, sempre con buonsenso, perché il viso non risulti pallido o senza “carattere”.

  • Scegliete un’acconciatura che vi piace, che sia elegante e non troppo voluminosa o “trasgressiva” , ma anche che sia comoda da portare. Se avete i capelli lisci come me, che si spettinano con estrema facilità, piuttosto legateli in una coda di cavallo. Magari non faranno la stessa scena, ma sarà meglio che avere costantemente l’attenzione sul ciuffo che cade sugli occhi o su una pettinatura che dopo qualche ora è già uno sbiadito ricordo.

A questo punto non vi resta che preparare il vostro intervento e fare vedere chi siete! E non dimenticate cosa disse una volta la celebre costumista americana Edith Head, una che di moda se ne intendeva parecchio, anche solo per gli otto premi Oscar vinti durante la sua carriera (suoi gli abiti indossati da Audrey Hepburn in “Vacanze Romane” e da Grace Kelly ne “La Finestra sul Cortile”):

Puoi ottenere tutto ciò che vuoi, se sei vestita per averlo”

Stefania Salardi

COME MI VESTO PER UN CONVEGNO?

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BtoB Expo Women in Ethic Business

CIRCOLO DELLA STAMPA, ORE 15.30 

PRESENTAZIONE UFFICIALE DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE

“BTOB WOMEN IN ETHIC BUSINESS”

[caption id="attachment_633" align="aligncenter" width="300"]
BtoB Expo Women in Ethic Business Conferenza Stampa
Be to Be Expo[/caption]

Il giorno 23 maggio 2015, a Milano, presso il Circolo della Stampa,

in Corso Venezia 48,  alle ore 15.30, nel corso degli incontri dei Caffè di pensiero organizzati da Laura Caradonna,

si svolgerà la presentazione ufficiale del Convegno Internazionale “BtoB Women in Ethic Business”,

in programma dal 22 al 26 giugno, nella prestigiosa location milanese di Palazzo Cusani, in via Brera 13/15

 Sarà presente, oltre a Laura Caradonna, in qualità di Presidente F.I.D.A.P.A. B.P.W. Italy (Federazione Italiana Donne Arti professioni e Affari), Sez. Milano e ideatrice e organizzatrice del convegno, anche Evelina Flachi, Presidente della Fondazione Italiana per l'Educazione Alimentare-Food Education Italy , Margherita Franzoni Presidente Delegazione Lomb. Aidda .  In un momento come quello che stiamo vivendo, economicamente complesso e incerto, F.I.D.A.P.A. BPW Italy, si dimostra, ancora una volta, un'associazione concreta e orientata al trovare soluzioni efficaci. Durante il convegno “B to B Women in Ethic Business”,  infatti, professioniste e imprenditrici di ogni settore di diverse Associazioni ,  potranno conoscersi e confrontarsi, scambiandosi opportunità, in altre parole avranno la possibilità di “fare rete” ed espandere il proprio business, anche attraverso  incontri  con imprenditori nazionali e internazionali. Filo conduttore del convegno, che ha ottenuto il patrocinio di WOMEN FOR EXPO 2015, progetto di Expo Milano 2015, il cui presidente è l'attuale Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea Federica Mogherini, in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, sarà un principio coraggioso e spesso dimenticato: quello dell'Etica. Un concetto, questo, che, tra l'altro, si sposa perfettamente con l'anima di Expo 2015, incentrato proprio sul presentare soluzioni che garantiscano cibo sufficiente e di qualità a tutte le popolazioni, rispettando il pianeta. Per cortesia segnalate la Vostra gradita partecipazione. F.I.D.A.P.A. BPW Italy Sez. Milano Laura Caradonna cell.333.91.46.444 Tel. 02 54122018 caffedipensieroedigusto@hotmail.it lauraladacaradonna@gmail.com http://www.btobexpo.it https://www.facebook.com/pages/B-to-B-Women-in-Ethic-Business/728707250561224?fref=ts www.fidapa.it

Start- Business Women Forum Conferenza stampa

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Lavorare serenamente è possibile?
Che cosa rende un posto di lavoro umano? Chi lo rende piacevole?     [caption id="attachment_620" align="aligncenter" width="300"]Lavorare serenamente è possibile? Ci sono delle regole per creare un clima aziendale sereno[/caption] La risposta è "Fiducia". Quando c'è fiducia in un posto di lavoro, il lavoro è più facile. Le persone condividono informazioni, ridono e raccontare barzellette. Non si sentono valutati e quando c’è un errore non si innesca la gara “al colpevole” . Quando il clima in azienda è sereno la competizione ha come nemico il concorrente esterno e non il vicino di scrivania e ogni vittoria è una vittoria di squadra. Sento tutti i giorni persone che si lamentano del proprio posto di lavoro “siamo irrigiditi dalla burocrazia – non possiamo proporre idee nuove – solo alcune persone sono ascoltate – troppe procedure – non comunichiamo fra reparti – non sappiamo chi fa che cosa – il clima aziendale è terribile tutti parlano male di tutti – nessuno dice nulla e tutti si fanno gli affari propri per paura di finire nei guai” La prima cosa da fare è sfoderare i propri muscoli tirando fuori il coraggio e la propria voce.  Se volete cambiare gli altri , il primo passo da fare è iniziare a fare dei cambiamenti in se stessi. Continuare a lamentarsi non renderà migliore il proprio ambiente di lavoro. Si inizia con una persona alla volta, con una conversazione costruttiva alla volta. Per rendere umano un posto di lavoro bisogna percepire l’umanità intorno a noi. Sapendo osservare cosa succede senza paura potremo motivare  e coinvolgere il gruppo nel cambiamento. Non è questione di compassione, questa emoziona frena la crescita e lo sviluppo del gruppo, si tratta invece di comprensione e di azione costante costruttiva. Quando una persona è triste non si è tristi con lei, al contrario si è tristi per lei ma la si sprona ad agire in modo costruttivo. E 'così allettante in certi momenti dare la colpa ad un collega o al capo e dargli magari del “deficiente irragionevole” ma a cosa serve fare cosi? Che tipo di aiuto porta questo atteggiamento al gruppo? Volare alto è la parola d’ordine! Quindi si può cambiare il pensiero negativo in pensiero positivo Esempio da “Franco è sotto stress” in “ Come possiamo abbassare il livello di stress di Franco per tutti noi?" Ecco tre modi per essere costruire il proprio posto di lavoro “no-stress”: 1) Parlare Il primo modo per farsi i muscoli (comprese le corde vocali) è quello di parlare di energia al lavoro come si parla di altri argomenti di business che coinvolgono il team.  Potete parlare di “Vivere il Brand aziendale” potete menzionare il “clima aziendale” e sollecitare la “motivazione del gruppo” come si può osservare  gli spunti dai quali attingere sono molti. 2) Costruire ponti Pensiamo alla velocità, ai nuovi clienti e ai nuovi mercati. Per spostarsi da un continente all’altro ci serve un mezzo come ad esempio un aereo ecco che l’aereo diventa il nostro ponte di collegamento. Se il problema di mancanza di informazioni fra reparti blocca lo sviluppo e rovina il clima aziendale ecco che una riunione efficace ed organizzata periodicamente può essere il ponte di collegamento per far parlare i reparti fra loro.  Un altro ponte di collegamento  semplice è quello di presentarsi ai colleghi che non si conoscono.  3) Condividere valori Una volta che trovate l’accordo con un paio di persone di quanto sia importante rendere il posto di lavoro piacevole e come un clima sereno eviti il dover pensare “oddio anche oggi devo andare a lavorare” invitate anche altre persone a partecipare. Organizzate pranzi, aperitivi pause caffè in cui condividere valori e regole di comportamento condivisi che non possano minare il clima del team. Si può essere ambasciatori di una cultura umana senza distogliere un minuto di tempo o una caloria di energia al  lavoro “reale”,  basta per esempio non cadere nella divulgazione di pettegolezzi “succulenti”  che aiutano solo a rovinare il clima aziendale 4) Fuori la voce Quando osservate ingiustizie, quando il processo di lavoro non è chiaro, quando un collega dopo mille solleciti ancora non vi ha risposto: tirate fuori la voce. Non soffrire in silenzio quando siete frustrati o vi ritrovate contro un muro di gomma. Non siete soli! Anche altri colleghi hanno problematiche simili alle vostre e quando parlerete avrete nuovi amici (magari non subito se hanno paura ma presto arriveranno dalla vostra parte). Iniziare a fare la differenza si può, ci vogliono muscoli, coraggio e voce. Ogni persona all'interno di un team  ha la sua parta di responsabilità nel creare un clima etico e sereno. Donatella Rampado

Lavorare in un ambiente sereno, si può?

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Be to Be Expo

CONVEGNO INTERNAZIONALE

“B TO B WOMEN IN ETHIC BUSINESS”

INCONTRARSI, REALIZZARE  E SVILUPPARE NUOVE OPPORTUNITA' NEL BUSINESS

 

Nel pieno dello svolgimento dell'Expo, dal 22 al 26 giugno 2015,  nella splendida cornice di Palazzo Cusani, in via Brera 13/15, a Milano, F.I.D.A.P.A. BPW Italy,  Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari, organizza il convegno

“B TO B WOMEN IN ETHIC BUSINESS”, durante il quale imprenditrici e professioniste avranno la possibilità di incontrarsi e confrontarsi, creando nuove sinergie e opportunità. Per iscriversi al convegno www.btobexpo.it

 

In un momento come quello che stiamo vivendo, economicamente complesso, Fidapa BPW Italy si dimostra ancora una volta un'associazione concreta e orientata al trovare soluzioni efficaci. Per questo la sezione di Milano, guidata dalla presidente Laura Caradonna, ha ideato e organizzato il convegno “B to B Women in Ethic Business”, un appuntamento imperdibile che permetterà a professioniste e  imprenditrici di ogni settore, di conoscersi e confrontarsi, scambiandosi opportunità, in altre parole, di “fare rete”, attività ormai essenziale per avere successo ed espandere il proprio business, in questo periodo di profondi cambiamenti e incertezze. L'evento ha ottenuto il patrocinio di WOMEN FOR EXPO 2015, progetto di Expo Milano 2015, il cui presidente è l'attuale Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea Federica Mogherini, in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. Al convegno interverranno rappresentanti nazionali e internazionali della Federazione Donne Arti Professioni e Affari. Laura Caradonna,  presidente Sezione Milano, Anna Lamarca Presidente F.I.D.A.P.A. BPW Italy, Yasmine Darwich (Messico), President BPW International, Amany Asfur (Egitto) 1st VP BPW International, Karin Raguin (Francia), BPW Regional Coordinator Europe, Luisa Monini BPW International Health Committee Chairperson. Partnership di sicuro rilievo è quella realizzata con l’Associazione AIDDA, Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda. Filo conduttore del convegno sarà un principio coraggioso e spesso dimenticato: quello dell'Etica. Un concetto, questo, che si sposa perfettamente con l'anima di Expo 2015. L'Esposizione Universale, infatti, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione, permetterà a oltre 140 paesi del mondo di presentare soluzioni, per garantire cibo sufficiente e di qualità a tutte le popolazioni, rispettando il pianeta. Questa presa di responsabilità si deve riflettere anche sul mercato del lavoro, che necessita ormai di un radicale cambio di rotta. Per questo gli incontri e i seminari legati a “B to B WOMEN IN ETHIC BUSINESS” puntano a definire innanzitutto cosa sia l'Etica e a stabilire come applicarla al mondo imprenditoriale. Sempre in linea con Expo 2015, l'evento organizzato da F.I.D.A.P.A. BPW Italy prevede anche uno spazio espositivo. Dal  25 Giugno al 1 Luglio 2015, in Via Tortona 32, a Milano,  presso lo Store delle Eccellenze, si terrà “IMV Italian Makers Village” per promuovere ad un pubblico di visitatori mondiale le realtà e i prodotti dell'eccellenza artigianale italiana.  A margine del convegno sarà possibile anche prendere parte a workshop e ai cosiddetti “Matching”, cioè incontri programmati tra socie e imprenditori nazionali ed internazionali,  durante i quali ampio spazio verrà dato ai progetti e alle Start Up delle partecipanti. A questo proposito, presso l'Hotel Klima, sempre a Milano, il primo in città totalmente ecosostenibile, il Laboratorio Alchemico Fidapa organizza il progetto di crowdfounding “Spring Makers” , che punta a dare una forte risonanza pubblica alla creatività Made in Italy, in occasione di Expo 2015. 
 SpringMakers dà la possibilità di esporre progetti di arte e design,  all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità,  con l’obiettivo di attrarre l’attenzione di possibili finanziatori su queste Start Up. Tra i relatori eccellenti che prenderanno parte al convegno “B TO B WOMEN IN ETHIC BUSINESS”:   Alessandra Kustermann Direttore Unità Operativa Complessa Fondazione IRCCS Ospedale Cà Granda  “Donna Nutre e Nutrice” Evelina Flachi, Presidente Fondazione Italiana per l'Educazione Alimentare  “La Sostenibilità Etica nella Filiera della Produzione di Cibo sul Pianeta”  Jill Cooper, Fitness Trainer “Tecniche e Strategie per la Produzione e Diffusione dei Valori dello Sport e dei Beni Necessari alla Cura del Corpo”  Laura Rivolta Psicologa e Psicoterapeuta “La Psicologia del Cambiamento: Grande Opportunità del Terzo Millennio”  Rossella del Prete, Docente Università del Sannio “Patrimonio Artistico: un Bene dell'Umanità da tutelare e rispettare”  Francesco Lenoci, Docente Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano “Profili Etici nel Bilancio di Sostenibilità e Integrato” Per informazioni : Ufficio Stampa Artémida Istinto Creativo Emanuela Lodolo e.lodolo@artemida.it Stefania Salardi s.salardi@artemida.it +39 328 4843403 www.btobexpo.it info@btobexpo.it [caption id="attachment_612" align="aligncenter" width="300"]Be to Be Expo Convegno Women in Ethic Business[/caption]

Be to Be, Women in Ethic Business

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Convegno Internazionale Women in Ethic Business
Networking Smart
Networking: ovvero come migliorare la propria rete di relazioni di Donatella Rampado Il networking (rete di contatti) viene costruito da ogni persona con il passare del tempo in stretta relazione all’ambiente professionale e sociale frequentato. Chi si è costruito un’efficace rete di relazioni, può farvi riferimento anche in un momento di particolare difficoltà; per esempio, quando si deve cercare lavoro, trovare un nuovo fornitore o usufruire di una consulenza specialistica. [caption id="attachment_600" align="aligncenter" width="298"]Networking Smart Come creare una rete di relazioni amiche[/caption] Ogni persona con la quale entriamo in contatto potrebbe rilevarsi una fonte potenziale di informazioni e conoscenze. Non dobbiamo fare networking con tutti. Escludiamo le persone che non ci piacciono e quelle con energia negativa e focalizziamoci su progetti di crescita. É evidente che saper creare una rete di relazioni sostiene e facilita nella vita professionale, sociale e migliora l’apertura mentale nonché quella culturale. Il passaparola agisce velocemente, accresce la nomea di un circolo, promuove un’iniziativa, rovina la reputazione di un consulente. Vale la pena di selezionare e coltivare delle buone relazioni. Le buone relazioni possono essere utilizzate come veicolo molto valido per incentivare un'offerta o promuovere un progetto. In pochi minuti, un'azienda può trovare il ragioniere che stava cercando, seguendo la segnalazione del proprio commercialista e questo candidato, segnalato da persona di fiducia avrà sin dall’inizio dei vantaggi competitivi su altri candidati.
Il networking è uno strumento strategico per:
  •   Diffondere   informazioni utili
  •   Cercare   lavoro
  •   Migliorare   l’attuale posizione professionale
  •   Promuovere   iniziative, offerte, eventi
  •   Ottenere   consigli utili in ambito personale, professionale e sociale
  •   Risparmiare   costi e tempi nella scelta di fornitori affidabili in campo professionale e   sociale
  •   Ricercare   referenze di persone che ci interessano
  •   Mantenersi   aggiornati sul nostro mercato di riferimento
Considerata l’importanza che il networking assume nella vita personale e professionale di ognuno di noi, è utile comprenderne le basi, gli strumenti e le strategie da applicare. Chi lavora, ha modo di conoscere moltissime persone e comunicare con loro vuol dire saper mettersi in relazione e gestire in modo ottimale queste conoscenze. Ipotizzando che le persone vengano suddivise per livelli, il buon networker si rivelerà colui in grado di spostarsi agilmente fra i vari livelli, rispettando le “buone maniere”, le credenze e i valori appartenenti a ciascun livello. I fondamenti di un networking efficace si basano su questa prima regola: essere autenticamente interessati agli altri, non per quello che potrebbero offrire, ma per il valore in loro stessi. Le persone non sono stupide e comprendono benissimo quando è in atto un tentativo di manipolazione.  Leggerezza e trasparenza renderanno i rapporti solidi e proficui per entrambe le parti e, citando il motto tipico degli americani, ci deve essere un “win – win” reciproco (io vinco, tu vinci).
Le parole d'ordine sono: A Ascoltare C Comprendere A Aiutare la propria rete C Coltivare i rapporti A Attivarsi in azioni costruttive C Costanza

Networking Smart

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gestire-il-colloquio-di-lavoro Vi siete mai trovati in quell’imbarazzante situazione in cui tutti, intorno a voi, sembrano avere capito come vestirsi e apparire perfetti per una certa occasione, mentre voi vi sentite un pesce fuor d’acqua?  Credetemi, vi capisco,  mi ci sono trovata ed è una circostanza più comune di quanto si pensi. Se è vero che ognuno di noi può (e deve) sentirsi libero di indossare ciò che vuole, esprimendo la sua personalità e creatività, è altrettanto vero che ci sono alcune occasioni in cui è consigliabile seguire un dress code,  per essere “accettati” da un gruppo a cui si vuole appartenere, sia esso lavorativo o sociale, o per mostrare rispetto nei confronti di un certo evento e di chi vi partecipa. Alcuni potrebbero trovare sconveniente presentarsi a un funerale in shorts e infradito! Uno degli appuntamenti che più scatena dubbi amletici su cosa indossare, cosa evitare e come abbinare abiti e accessori è il colloquio di lavoro, un’occasione che, già di per sé, fa perdere il sonno.  Preparazione, curriculum e il modo che abbiamo di esprimerci sono i pilastri su cui si basa il nostro successo,  ma non sottovalutate mai l’importanza della prima impressione e dell’immagine che date di voi, perché è proprio da questi elementi che chi vi incontra per la prima volta si crea una prima opinione, oltre al fatto che, come dicevo prima, ogni luogo ha regole non scritte, legate ad abbigliamento e aspetto, che è necessario rispettare. In un contesto come quello del colloquio di lavoro il nostro obiettivo è dare di noi un’immagine elegante, professionale, seria e competente e, seguendo qualche consiglio,  è più semplice di quanto possa sembrare.
  • Evitate l’ ”eccessivo” (gioielli grandi, abiti dai colori sgargianti,  gonne troppo corte, camice scollate, acconciature “effervescenti”, smalti fluo). Optate per uno stile minimal. Meglio qualcosa in meno che qualcosa in più.
  • Se fa caldo o se tendete a sudare, magari a causa dell’ansia, preferite tessuti traspiranti, non sintetici, che potrebbero aggravare il problema. (Se invece avete il problema delle mani che sudano, portatevi in borsa un po’ di borotalco o di amido di mais, da spolverare sulle mani prima del vostro appuntamento)
  • Se si tratta di un luogo di lavoro formale, indossate colori scuri che danno un’idea (apprezzata in certi ambienti) di conservatorismo.
  • Evitate ciabatte, infradito o comunque scarpe aperte, troppo informali.
  • Le donne dovrebbero lasciare a casa vestiti poco comodi. La “spallina che cade” o la gonna che deve essere sempre controllata e “tirata giù” sono fonti di distrazione per voi, che invece dovete focalizzarvi su ciò che dite e per il vostro interlocutore.
  • Se il luogo del potenziale lavoro è informale e giovanile, sarà un abbigliamento troppo classico ad essere fuori luogo e sarà meglio che scegliate un abbinamento casual, seguendo comunque i consigli precedenti di sobrietà ed evitando i jeans e un’eccessiva stravaganza, almeno fino a quando non avrete inquadrato bene che tipo di dress code è accettato e richiesto.
  • Ricordate che dovete dare un’impressione di efficienza e buona salute. Sebbene non sia necessario apparire abbronzati, le donne potrebbero approfittare del trucco, optando per un fondo tinta lievemente più scuro della loro carnagione, che dia alla pelle un bel colorito. Portatevi sempre dietro la cipria per un ritocchino “anti-lucido” dell’ultimo minuto.
  • Il trucco deve essere leggero. Se evidenziate gli occhi, ad esempio,  sarebbe meglio non mettere un rossetto dai colori forti, viceversa se sottolineate la bocca, un mascara sulle ciglia potrebbe essere già sufficiente.  Da evitare assolutamente l’effetto “maschera”.
Ricordate che voi siete responsabili dell’immagine che date di voi,  non solo da un punto di vista del look.  Un atteggiamento cordiale, disponibile e allegro (sempre entro certi limiti, non mettetevi a fare battute a raffica per risultare più simpatici, potreste risultare fuori luogo) è sempre una carta vincente. Non dimenticate: positività e intraprendenza aprono molte porte Svegliandomi questa mattina, sorrido. Ventiquattro ore nuove di zecca sono davanti a me.” Thích Nhất Hạnh, monaco buddhista, attivista e poeta      

COME MI VESTO PER UN COLLOQUIO DI LAVORO?

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Chi deve essere attento all'oreintamento?
Che cosa significa essere orientati verso il cliente?

Chi deve essere attento all'oreintamento?

"Per espandere un territorio, dividi il bottino" (Sun Tzu, L'arte della guerra) L'attenzione delle aziende sembra essere sempre più spostata sulla marginalità che non sulla soddisfazione dei clienti. L'unico modo per attirare l'attenzione dell'azienda per un consulete è quello di far comprendere la correlazione tra soddisfazione dei clienti e profitti. Sembrerebbe un concetto semplice e scontato, ma vedremo insieme come questo non sia purtroppo vero. L'orientamento al cliente non tiene conto del settore in cui opera l'azienda e nemmeno dalle dimensioni dello stesso. Di fatto basilari basilari per il successo di ogni azienda sono:
  1. Avere un prodotto che sia richiesto
  2. Essere nella mente del cliente al momento della formulazione del desiderio
  3. Essere tempestivamente raggiungibili
  4. Avere la possibilità di consegnarlo in tempi rapidi
  5. Avere clienti
  6. Avere clienti soddisfatti che continuino a comprarlo e che lo      sponsorizzino a loro volta
Perché le aziende italiane non sono attente ai bisogni dei clienti? do per la maggior parte quotate in borsa è difficile dimostrare la relazione tra soddisfazione dei clienti e valore economico;
  • non sono organizzate per monitorare la soddisfazione dei clienti
  • la facilità con la quale l'imprenditore, i manager e l'area commerciale tendono a giustificare gli scarsi o pessimi  risultati o il calo di fatturato addebitandoli a fattori esterni  (mercato, prezzi, concorrenza, politica, economia, costo del  lavoro..) non agendo invece in modo tempestivo e prendendo coscienza delle strategie da attivare secondo il proprio mercato di riferimento collegato al periodo temporale di riferimento.
  • il personale in generale non è formato all'ascolto e al servizio
Negli Stati Uniti per misurare la soddisfazione del cliente si ricorre all'indicatore ufficiale ACSI (American Customer Satisfaction Index). In Italia l'introduzione di uno strumento analogo è stata tentata nel 1996, ma secondo Giampaolo Fabris non ha avuto seguito in conseguenza dell'opposizione dell'Abi (depositaria del segreto bancario) e delle società assicuratrici per le ovvie conseguenze che questo avrebbe comportato. Essendo tuttavia la customer satisfaction un indicatore fondamentale per la salute e la prosperità dell'azienda, anche se non abbiamo indici di riferimento ai quali potersi attenere, ogni azienda deve saper creare un proprio strumento di valutazione,  attivando una vera e propria strategia di "orientamento al cliente". Ecco le prime domande che dovrebbe porsi un'azienda: - cosa facciamo bene? - in cosa abbiamo aree di miglioramento? - che tipo di servizio stiamo offrendo?
Il fattore   cruciale in ogni azienda quando si attuano piani strategici di customer satisfaction non è quanto, ma   dove e come investire, e che cosa si vuole raggiungere.
I clienti si formano un giudizio al di là di ogni singola volontà personale o aziendale. Un camion era rimasto bloccato per pochi centimetri sotto un sottopassaggio, i vigili pensavano di rompere quel tanto per far uscire il camion, quando un bimbo di cinque anni ha proposto: "perché non sgonfiate le gomme?" Ecco per fidelizzare i clienti vanno cercate soluzioni talmente innovative da essere puramente semplici. Donatella Rampado (5 Modi efficaci per crescere, dalla Customer Care al Customer Service - ed- Franco Angeli)  
 
Che cosa significa essere orientati verso il cliente?

Cosa significa Customer Oriented e perchè aiuta il Brand aziendale

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Se non ti conosce nessuno non sei attaccabile
Se non ti conosce nessuno non sei attaccabile. [caption id="attachment_571" align="aligncenter" width="300"]Se non ti conosce nessuno non sei attaccabile Fare o non fare rete?[/caption] Fare Rete o non fare Rete? Articolo scritto dall'autrice ed apparso su CMI Insight Associazione dal dizionario Daic significa  “organizzazione i cui membri hanno interessi e scopi comuni” vuol dire quindi riunirsi, condividere un progetto comune e fare delle azioni per portare avanti e raggiungere l'obiettivo che ci si è posti e di cui si è pienamente sposata la meta.  La libertà di associazione rientra inoltre nei diritti contemplati dalla Costituzione Italiana, la quale all'articolo 18, recita:” I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare”. Detto questo,  se una persona  ha interessi e passioni da condividere con altri e se tutti hanno voglia ed intenzione di darsi da fare per raggiungere alcuni obiettivi comuni, allora è possibile  “associarsi”. In questo senso associarsi significa mettersi assieme per realizzare un progetto comune, creare qualche cosa di concreto con altre persone, dello stesso settore o di settori differenti. A questo punto sorge spontanea la domanda: Perchè ci si dovrebbe associare e perché dovrebbe crearsi un networking?   Le risposte sono molteplici  e suggerisco solo alcuni  spunti di riflessione -        Per fare un gruppo di acquisto e abbassare così i costi delle materie prime o dei servizi -        Per difendere il Made in Italy all’estero -        Per istituire per esempio un marchio di garanzia riconosciuto e che tuteli il consumatore finale su alcuni aspetti quali ad esempio: che non mangerà cibi alterati, di dubbia provenienza,   geneticamente modificati. O ancora che il gruppo aderisce a dei principi etici ed associativi… -        Per fare networking, ovvero per costruire contatti di valore con altre persone. -        Per farsi conoscere meglio nel proprio settore o verso potenziali prospect Non ultimo associarsi permette sostanzialmente:
  1. I      sussidi e gli interventi pubblici passano attraverso le associazioni
  2. Coordinare  le strategie rende più forti e più      visibili
  3. Le      strategie commerciali diventano più impattanti
Per creare un'associazione bisogna avere ben chiaro alcuni punti:
  1. Avere      una meta ben precisa  e facilmente      condivisibile
  2. Stabilire      un piano di lavoro formato da tanti sotto-obiettivi raggiungibili.
  3. Selezionare      persone costruttive e possibilmente con ottimi networking , contatti      personali e  che possano sposare      l'idea. Soprattutto che  siano      disposti ad attivarsi anche personalmente per promuovere l’intero      progetto.
Sembrerebbe a questo punto tutto molto semplice, ma purtroppo non è così ecco alcuni pro e contro dell'associarsi
PRO CONTRO
Abbassamento   costi di acquisto, di materie prime, strumenti  e servizi I   fornitori per poter concedere sconti richiedono  un certo tipo di pagamento e delle quantità   garantite.
Immagine   di grande qualità Se anche   un solo associato non si attiene al codice etico concordato, l'associazione   intera viene penalizzata
Distinguersi   dalla concorrenza proponendo un alternativa innovativa e concept non   puramente commerciali Investire   costantemente tempo nello sviluppo dell’associazione
Essere più   attenti alle nuove esigenze di un gran numero di consumatori Un   associazione perché sia considerata Opinion Leader deve avere molti iscritti.
Migliorare   l'utile e la marginalità Costi   dovuti all'essere iscritti all'associazione e costi della Associazione   stessa.
Possibilità   maggiori di raggiungere e poter influenzare il mercato e le istituzioni Verificare   il controllo ed il rispetto delle norme concordate
La mia esperienza personale mi ricorda come a volte, le associazioni partono con fini ideali, nobili e costruttivi per poi cadere miseramente nel singolo interesse personale, nella lotta al “careghino”, in una visione limitata del futuro, nella poca organizzazione e nella pessima comunicazione verso l’esterno, non ultimo alla corsa di apparire a livello personale . Il presidente o il gruppo dirigente  in alcuni casi dimentica di essere stato scelto per servire l’associazione e non i suoi interessi personali. Il collo di bottiglia delle associazioni sono quindi  le associazioni o meglio, le persone che vi aderiscono, per questo il mio suggerimento è quello di istituire ed aderire ad un codice etico al quale attenersi scrupolosamente.  Nonostante le difficoltà consiglio e scelgo di associarmi,  perché si incontrano anche persone evolute che riconoscono che un gruppo coeso, con una meta condivisa e con delle azioni consapevoli ben definite e attivate, portano il gruppo molto lontano e più velocemente di quello che potrebbe fare il singolo. Donatella Rampado www.selfbrand.it

Networking, fare o non fare rete?

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WorkShop
[caption id="attachment_542" align="aligncenter" width="300"]WorkShop "Socie per le Socie" FIDAPA - BPW ITALY - Commissione Nazionale Sviluppo Formazione ed Impiego[/caption]

“Micro, piccole e medie imprese: come, quando e perché comunicare social” Lunedì 13 aprile 2015 – La Spezia - ore 14,00 – 18,00

Il mondo delle partite iva, le micro, medie e grandi aziende italiane ha fatto passi avanti rispetto al passato, investendo però ancora poco sui social media per le attività di marketing e comunicazione e non sempre usando i social in maniera strutturata ed efficace. Collegare i social media con altri presidi web, gestire i profili, aggiornare blog: quanto siamo pronti ad accogliere la sfida in un momento di cambiamento storico? Se ne parlerà in un workshop, dove insieme a testimonianze dirette verranno presentati casi appartenenti a realtà diverse per dimostrare che l’uso dei social, quando ben organizzato, può essere strategico per il business e per l’azienda.

Il workshop formativo è stato ideato da Margherita Mazzelli, responsabile della commissione nazionale sviluppo, formazione e impiego di Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), in collaborazione con Donatella Rampado, membro della commissione formazione, sviluppo e impiego per il Distretto Nord Ovest. A fare gli onori di casa Jenny Fumanti, Presidente della Sezione di La Spezia-Fidapa BPW Italy. Il fare rete fra donne e la formazione possono dare quegli strumenti utili per innovare e rinnovarsi con stile.  Molte più donne si affacciano al “fare o rifare impresa” e devono quindi fare i conti, al pari degli uomini, con i meccanismi ed i vincoli del mercato e con una crescente competitività,  anche dal punto di vista di efficacia e comunicazione innovativa.  Il workshop è strutturato in: informazione, formazione e networking, per dare, così, strumenti pratici ed immediati di supporto  in conformità allo statuto che all’articolo 3) fra gli scopi e finalità prevede anche: “Valorizzare le competenze e la preparazione delle Socie indirizzandole verso attività  sociali e culturali che favoriscono il miglioramento della vita, anche lavorativa, delle donne” . Fidapa  La Spezia invita tutti coloro che sono interessati al tema “fare impresa, rifare impresa” ad un incontro nel quale verranno dati spunti di riflessione, informazioni, strumenti efficaci per avvicinarsi o perfezionare l’uso dei social network. per informazioni e registrazioni telefonare al 327 9345050

 Ingresso libero fino ad esaurimento posti

FB . FIDAPA   La Spezia Bpw sito ufficiale: www.fidapa.com www.fidapanordovest.it/la_spezia

FIDAPA -BPW ITALY Corso di Formazione

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La scelta di un nuovo collaboratore da inserire in azienda è sempre un momento delicato, si sta scegliendo una persona che se non sarà ben formata e motivata potrà influire sul gruppo e di conseguenza sul Brand, vediamo come leggendo l'articolo in allegato. [caption id="attachment_520" align="aligncenter" width="300"]La scelta del nuovo collaboratore influenza il Brand aziendale La scelta del nuovo collaboratore influenza il Brand aziendale[/caption] ANALISI La scelta di inserire un nuovo collaboratore va preceduta da un’analisi accurata della propria organizzazione.  Due le domande cruciali: si può migliorare? Ci sono sprechi evitabili o risorse utilizzate non al meglio? MANSIONE Prima di iniziare la ricerca,  è opportuno definire  nel dettaglio i compiti  che il nuovo collaboratore  sarà chiamato a svolgere  e le caratteristiche professionali e personali  che vorremmo che avesse. AREE SCOPERTE Un nuovo collaboratore potrebbe offrirvi la possibilità di portare in case nuove competenze in aree scoperte (es.: conoscenza di una specifica lingua straniera). RODAGGIO Valutate il tempo necessario  al nuovo collaboratore  per arrivare alle performance richieste. Quando si pensa di inserire un nuovo collaboratore, anche se si tratta di una sostituzione la prima domanda da porsi è: «Serve veramente questa figura in questo momento?» Se la risposta è sì, la domanda successiva dovrà essere: «Che tipo di mansioni dovrà svolgere?». Due semplici domande, ma che richiedono una serie di riflessioni determinanti anche per il futuro del locale. Un inserimento non necessario o la scelta di un collaboratore sbagliato potrebbero comportare un peso economico non sostenibile o un peggioramento del clima del gruppo di lavoro. Per ricevere  l'articolo completo scritto da Donatella Rampado per "Ristoranti Imprese del gusto" scrivi a info@pressandpersonal.com      

Brand, un nuovo collaboratore può influenzarlo?

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  [caption id="attachment_515" align="aligncenter" width="300"]Ed. Franco Angeli Ed. Franco Angeli[/caption] Articolo tratto dal libro "Selfbrand, fate di voi stessi un autentico Brand" ed. Franco Angeli "Il SelfBrand, di cui si è volenti o non volenti portatori, va veicolato attraverso dei mezzi di comunicazione e indirizzato con competenza. I canali di comunicazione che intenderete usare, dipendono sicuramente dal vostro budget, ma soprattutto dal vostro target di riferimento. I canali da utilizzare per la comunicazione esterna sono:
  • Identità del Brand (spot e presentazione)
  • Media kit (biglietto da visita, brochure personale, foto, logo, cv, tre tipi di presentazione)
  • Sito web
  • Social
  • Relazioni pubbliche
  • Networking
  • Radio, televisione e giornali.
Questo elenco è valido al di là di quanto siate disponibili a investire, e vi ricordo che il miglior investimento è sempre quello su se stessi. Selezionato il target, il settore o gruppo su cui si desidera agire, dovrete analizzarne perfettamente le esigenze, le attese, i valori e i requisiti richiesti per entrarvi. Capire profondamente le leve che muovono il target prescelto e quindi gli atteggiamenti e i comportamenti relativi farà sì che indirizziate puntualmente la vostra proposta impostando nel modo migliore il corretto sistema relazionale predisponendo così una comunicazione efficace. Va da sé che dovete essere interessati a voler essere conosciuti in un determinato contesto. In caso contrario dedicate il vostro tempo a fare altro. ATTENZIONE:  La confusione genera un posizionamento poco chiaro e quindi allontana molto dall’obiettivo. Evitate anche di sembrare qualcun altro, la congruenza e la semplicità è l'arma di chi è veramente qualcuno.
Finalità del media kit
  •   Informare:   descrivervi brevemente
  •   Interessare:   suscitare un maggior interesse e quindi una conoscenza più approfondita
  •   Dare   un'immagine forte e non scontata: l’immagine deve essere congruente e rinforzarne i   contenuti
  •   Farsi   trovare: indicare chiaramente tutti i propri recapiti: telefonici, postali,   digitali…
  •   Dare   contenuti: mirati al target di riferimento
Attraverso il marketing mix si affronta la comunicazione esterna. Tutti gli elementi del mix dovranno agire coordinatamente e in maniera ottimale nell’approccio strategico. Il mix più riuscito sarà quello che terrà presente i punti di forza e i punti di debolezza del soggetto valutandone i rischi e, contemporaneamente, le possibili vittorie e aspirazioni. Seguiranno le azioni. Gli strumenti che inizialmente potrete utilizzare sono quelli di preparazione del media kit. La preparazione del media kit vi sarà utile per rinforzare il vostro Brand." Scrivevo nel 2008, ritengo anche oggi attuale. Donatella Rampado  

MediaKit, la prima a parlarne in Italia

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Un corretto inserimento permette di avere personale formato, crea anche un’uniformità di relazione con il cliente fidelizzandone gli acquisti e permette che i nuovi assunti si sentano coinvolti in tempi brevi: immersi nello spirito e nella cultura aziendale, i neo assunti entreranno a far parte del team più velocemente. In allegato articolo da trarre come esempio che si riferisce all'inserimento in organico con relative procedure, mansioni e suggerimenti. L'articolo l'ho scritto pensando ad un ristorante ma si possono estrapolare idee utili ed applicabili. Tratto da: "Ristoranti Imprese del gusto" novembre 2014 "Progetto Definire il percorso che dovrà seguire il nuovo arrivato: redazione mansionario dettagliato, percorso di formazione (chi, cosa, quando e dove). Kit di accoglienza Il primo giorno di lavoro il partecipante dovrebbe trovare una cartellina con contente: sintetico organigramma del ristorante con ben chiare le funzioni di ognuno, brochure e presentazione del locale, menu dei piatti serviti, mansionario, agenda dettagliata con programma lavoro e formazione pianificata delle prime tre settimane, eventuali testi di formazione, regole del ristorante, documentazione relativa al ruolo. Coach Identificate una figura professionale all’interno del locale che verifichi  che il“ kit di accoglienza” sia stato compreso, che le mansioni previste siano state apprese e che segua costantemente il nuovo arrivato nelle varie giornate formative e pratiche. Avvio lavori Nel piano di formazione prevedere che il nuovo arrivato lavori da un minimo di 3 ore a un massimo di 8 ore coprendo ogni funzione in seno al ristorante, questo gli darà modo di conoscere e rispettare il lavoro di ogni persona che fa parte del team. Non trascurate di far dedicare quattro ore allo studio del vostro sito Internet. Check-up prefissato Ogni giorno della prima settimana il responsabile del ristorante avrà il dovere di verificare che il nuovo collaboratore stia imparando correttamente (non si limiterà quindi a chiederlo al coach). Successivamente incontrerà il nuovo arrivato una volta alla settimana per le sucessive 4 settimane. Questa azione dipanerà sul nascere eventuali malcomprensioni e/o dubbi. Il costante monitoraggio delle performance iniziali consente di capire se sia necessaria altra formazione, ma soprattutto di assicurarsi che il neoassunto sia coinvolto e allineato alla cultura aziendale. Lavoro  in team Per incoraggiare l’inserimento del nuovo assunto, presentarlo personalmente ai colleghi e organizzare un pranzo di benvenuto. Fine Lavori Quando il nuovo assunto ha dimostrato abilità e professionalità nel ruolo e ha condiviso la cultura aziendale, l’inserimento è completato. Post Lavori Due volte al mese organizzare per tutto il team un momento formativo tematico". Donatella Rampado  [caption id="attachment_487" align="aligncenter" width="300"]Inserire un nuovo collaboratore nel gruppo è un momento delicato e strategico. Inserire un nuovo collaboratore nel gruppo è un momento delicato e strategico.[/caption]

Il Brand dell’azienda passa attraverso il SelfBrand di chi ci lavora

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FullSizeRender (1)In un mondo in cui le informazioni corrono veloci e la capacità di presentarsi al meglio è ormai divenuta essenziale per farsi strada nel mondo del business, sapere come creare una perfetta cartella stampa è un’abilità che può condizionare la buona riuscita di un progetto.   E’ vitale che venga redatta con cura: sarà il biglietto da visita dell’azienda. Al suo interno si trovano tutte le informazioni relative alle attività dell’azienda stessa o a un evento. In quest’ultimo caso la Cartella Stampa conterrà, ad esempio, un elenco dei partecipanti all’appuntamento, comunicati stampa di eventuali sponsor, un profilo della società organizzatrice, descrizioni di progetti futuri, approfondimenti e dichiarazioni dei dirigenti, che saranno poi riprese e utilizzate per gli articoli, sia sui giornali cartacei che sul web.  Questo non vuol dire riempire fogli e fogli di informazioni e testi prolissi. Anzi, più si è essenziali, magari lasciando “parlare” link, video e immagini, spezzando così il testo, più il messaggio sarà facilmente recepibile. Non dimentichiamoci che non è importante solo il contenuto di una Cartella Stampa. Questo strumento ha anche lo scopo di catturare l’attenzione ed essere facilmente consultabile da giornalisti e blogger, figure che, generalmente, ricevono una grande quantità di inviti, segnalazioni e  richieste. E’ fondamentale distinguersi! Esteticamente la Cartella Stampa deve essere attraente, con uno stile coerente con il tipo di azienda o l’evento che promuove. I testi dovrebbero avere dei titoli che, da soli, riassumono il contenuto dello scritto, questo perché, spesso, chi riceve questi materiali, tende a dare loro un primo veloce sguardo e a operare una sorta di scrematura. Testi brillanti, un look  accattivante e un messaggio chiaro e positivo sono i requisiti fondamentali per uno strumento che colpisca nel segno e faccia si che l’azienda non passi inosservata.  

A COSA SERVE UNA CARTELLA STAMPA?

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Collaboratori e Brand
Regole per il colloquioScegliere una squadra vincente e di fiducia non è semplice. Alcune regole possono essere di aiuto. Nell'articolo in allegato alcune semplici ed efficaci linee guida vi aiuteranno a destreggiarvi se non potete usufruire di una società di recruiting. Ricordiamoci sempre, che anche il semplice "centralino" da un impatto immediato sull'immagine aziendale e fa da "biglietto da visita" più di molte ed elaborate brochure. Non basta scriverlo, il Brand e la Brand Reputation vanno vissute e comunicate. COME SCEGLIERE le persone giuste settembre_2014

Il Brand è veicolato anche da chi si sceglie in squadra

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vicinanza Spesso capita di soffermarsi a riflettere su quali siano le strategie giuste per migliorare la soddisfazione del cliente, le prime idee che vengono prese in considerazione sono:  qualità del prodotto/servizio ed il prezzo. In realtà il principale fattore che genera fidelizzazione è la “vicinanza” . Più stretto è lo spazio, i tempi di risposta, la capacità di comprensione e la comunicazione tra acquirenti e fornitori e migliore sarà il risultato. per saperne di più scarica l'articolo http://www.selfbrand.it/customer-service  

Il Brand non può fare a meno del Customer Service

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